L’Iran chiede garanzie alla Fifa, e l’Italia coltiva ancora la speranza del ripescaggio mondiale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La conferma, arrivata nei giorni scorsi dalla Fifa, sembrava aver chiuso definitivamente ogni discussione: l’Iran parteciperà ai Mondiali 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Eppure, nonostante la presa di posizione ufficiale del massimo organismo calcistico, il dibattito attorno a un clamoroso ripescaggio dell’Italia continua ad alimentarsi, alimentato da dichiarazioni, interpretazioni regolamentari e scenari che – almeno per il momento – restano teorici ma non del tutto archiviati. A riaprire il caso, ancora una volta, è stata proprio Teheran: il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha formalmente chiesto garanzie scritte alla Fifa per quanto riguarda la sicurezza e la libertà di movimento della propria delegazione negli Stati Uniti, Paese che ospiterà gran parte del torneo. Una richiesta che non nasce dal nulla, ma che affonda le radici in un episodio concreto e recente.

L’incidente di Vancouver e la delegazione iraniana respinta al confine

Il detonatore recente delle nuove tensioni va cercato fuori dal rettangolo verde, più precisamente a Vancouver, dove una delegazione iraniana – che avrebbe dovuto prendere parte a un congresso Fifa – è stata respinta al confine con il Canada. Un episodio che ha riacceso tutte le fibrillazioni politiche e diplomatiche tra Washington e Teheran, in un contesto già infiammato da anni di sanzioni, scontri verbali e vere e proprie rappresaglie militari nella regione. Da qui la richiesta di rassicurazioni ufficiali: l’Iran vuole sapere, con atti concreti, se potrà entrare e muoversi liberamente sul suolo statunitense senza rischi per i propri atleti e dirigenti. La Fifa, fino a questo momento, ha ribadito la propria posizione – l’Iran è regolarmente qualificato e parteciperà alla competizione – ma non ha ancora fornito risposte scritte alle garanzie chieste. E in questo vuoto, per quanto stretto, continua a infilarsi l’ombra dell’Italia.

L’intervento di Zampolli: “Margini di incertezza ancora aperti”

A tenere accesa la fiammella della speranza azzurra è stato soprattutto Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti, che in un’intervista ha spiegato come la situazione possa ancora lasciare aperto qualche margine di incertezza. Nessuna previsione, nessuna certezza, ma la semplice constatazione che, finché resteranno irrisolte le tensioni tra Stati Uniti e Iran, il rischio di un forfait – o di un’esclusione – per la nazionale iraniana non può essere completamente archiviato. Le sue parole, riprese da diverse agenzie internazionali, hanno immediatamente riaperto il vaso di Pandora: in caso di rinuncia o impedimento last minute dell’Iran, l’Italia sarebbe la prima candidata a subentrare, in virtù del ranking Fifa e dei criteri di ripescaggio già utilizzati in passato. Un’eventualità che, lo si sottolinea, resta al momento remota e puramente teorica, ma che rifiuta di morire del tutto.

La Rai pronta, gli azzurri “preparati” e l’Iran che non ci sta

Sullo sfondo, intanto, si muovono anche i grandi apparati mediatici: la Rai, si vocifera, avrebbe già attivato informalmente le procedure per seguire un eventuale sviluppo a sorpresa, senza tuttavia ufficializzare alcuna strategia operativa. Dall’altra parte, l’Iran non ci sta: Teheran considera la propria qualificazione un diritto acquisito e ha già fatto sapere, tramite canali non ufficiali, di non gradire affatto le voci che circolano su un possibile esonero. Parole che, però, non hanno fermato le speculazioni. In Italia, intanto, si parla di una Nazionale pronta a raccogliere un’eventuale chiamata: i giocatori, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbero già manifestato la propria disponibilità a riunirsi in tempi rapidissimi, qualora la Fifa dovesse aprire ufficialmente la procedura di ripescaggio. Quanto basta, insomma, per trasformare una semplice richiesta di garanzie da parte iraniana in un vero e proprio caso nazionale, destinato a tenere banco fino alla pubblicazione degli elenchi definitivi delle partecipanti.

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