Sesto giorno di attacchi hacker contro siti italiani: il gruppo filorusso NoName057 colpisce ancora

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia è tornata nel mirino degli hacker filorussi, con il gruppo NoName057 che, per il sesto giorno consecutivo, ha sferrato una serie di attacchi informatici contro una ventina di siti istituzionali e aziendali. Gli obiettivi, come già accaduto nei giorni scorsi, includono enti governativi, forze di polizia, istituti bancari e infrastrutture legate ai trasporti. Tra i bersagli principali di oggi figurano il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Guardia di Finanza, Banca Intesa San Paolo, gli aeroporti di Linate e Malpensa, Siena Mobilità, il Porto di Taranto e quello di Trieste, quest’ultimo già colpito pochi giorni fa.

Gli attacchi, di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), mirano a sovraccaricare i server delle vittime, rendendo temporaneamente inaccessibili i loro siti web. Sebbene non siano stati riportati danni permanenti ai sistemi o fughe di dati, l’ondata di attacchi ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle infrastrutture digitali italiane, soprattutto in settori strategici come i trasporti e la finanza.

Il gruppo NoName057, noto per le sue simpatie filorusse, ha rivendicato le operazioni attraverso i suoi canali, definendole una risposta alle politiche occidentali nei confronti della Russia. Si tratta della nona campagna di attacchi lanciata dal collettivo dall’inizio dell’anno, un dato che evidenzia una strategia sempre più aggressiva e coordinata.

Nel caso del Porto di Trieste, questa mattina è stato registrato il secondo attacco in meno di una settimana. Grazie agli interventi tempestivi dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, i disagi sono stati contenuti, ma l’episodio ha riportato l’attenzione sulla necessità di rafforzare le difese informatiche delle infrastrutture critiche.

Anche il settore bancario è stato colpito, con Banca Intesa San Paolo tra i principali obiettivi. Sebbene gli attacchi DDoS non compromettano direttamente i dati finanziari, possono creare disservizi per gli utenti e danneggiare la reputazione delle istituzioni colpite.

Gli esperti di cybersicurezza sottolineano che, nonostante l’assenza di danni irreparabili, questi attacchi rappresentano un campanello d’allarme. La frequenza e la portata delle operazioni dimostrano come i gruppi hacker stiano affinando le proprie tecniche, sfruttando vulnerabilità spesso legate a sistemi obsoleti o a una mancanza di investimenti in sicurezza informatica

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