Tragedia nel centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria
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Redazione Interno
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Un giovane migrante originario del Ghana, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, si è tragicamente tolto la vita nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria a Roma. La notizia del suicidio, avvenuto per impiccagione, è stata confermata da diversi parlamentari di centrosinistra in contatto con le associazioni che operano nell'accoglienza dei migranti e nel controllo delle strutture detentive.
L'ultimo messaggio del giovane
Il ragazzo ha lasciato un messaggio scritto sul muro prima di togliersi la vita. Le sue parole rivelano il desiderio che il suo corpo venga restituito alla madre in Africa, esprimendo la mancanza della sua terra natale e la sua delusione nei confronti delle autorità italiane, accusate di non capire nulla al di là del denaro.
Proteste e tensioni nel centro
La morte del giovane ha scatenato proteste nel Cpr di Ponte Galeria. Gli altri ospiti del centro hanno lanciato sassi e pietre contro il personale, provocando l'intervento della polizia con il lancio di lacrimogeni. La situazione è diventata caotica e ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.
Richieste di chiusura del centro
In seguito a questo tragico evento, figure pubbliche come Riccardo Magi e Ilaria Cucchi hanno definito le strutture come lager e hanno chiesto la chiusura del centro. La morte del giovane ha riacceso il dibattito sulla gestione dei centri di permanenza per il rimpatrio e sulle condizioni di vita dei migranti al loro interno.




