West Nile, seconda vittima in Veneto: 73enne vicentino non aveva viaggiato

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un uomo di 73 anni, residente nel vicentino, è deceduto a seguito delle complicazioni neurologiche provocate dal virus West Nile, rappresentando il secondo caso fatale registrato in Veneto. Il decesso, avvenuto in un nosocomio della zona, conclude un ricovero protrattosi per diverse settimane, durante le quali le condizioni del paziente, che non aveva effettuato viaggi al di fuori del territorio nazionale, non hanno conosciuto miglioramenti. La sua scomparsa conferma la circolazione autonoma del patogeno nell'area, un aspetto, questo, che gli esperti monitorano con particolare attenzione data la gravità della manifestazione clinica che ha colpito l'uomo.

Il decorso della malattia e la sua forma neuroinvasiva

Il paziente, la cui identità rimane tutelata, era stato colpito dalla forma più severa dell'infezione, quella neuroinvasiva, la quale, come accade in una minoranza di casi, può condurre a encefaliti e a serie compromissioni del sistema nervoso. Questa variante della malattia, ben più pericolosa della semplice febbre, si distingue per sintomi quali un'elevata temperatura corporea, una profonda debolezza muscolare e, appunto, serie alterazioni neurologiche che nel caso specifico hanno richiesto il ricovero immediato in terapia intensiva. Il suo profilarsi, sebbene statisticamente meno frequente, costituisce l'eventualità più temuta dai sanitari, poiché lascia poco spazio a interventi risolutivi una volta che il virus ha attaccato il sistema nervoso centrale.

La conferma del contagio autoctono

L'elemento che maggiormente desta allarme, al di là dell'esito tragico, risiede nell'accertata natura autoctona del contagio. Le indagini epidemiologiche, infatti, hanno escluso che l'uomo avesse soggiornato in aree estere dove il virus è endemico, il che significa che l'infezione è avvenuta localmente, attraverso la puntura di una zanzara vettore già infetta. Questo dato, unito al decesso, delinea un quadro di circolazione virale attiva nel territorio, un fenomeno che le autorità sanitarie seguono da tempo attraverso piani di sorveglianza e di controllo della popolazione di insetti, i quali, tuttavia, non sempre riescono a prevenire episodi di questa gravità.

Il contesto del Vicentino e la sorveglianza sanitaria

La presenza del West Nile nel Basso Vicentino non è una novità assoluta, ma ogni caso che evolve in maniera così drammatica riaccende i riflettori sui rischi connessi a un agente patogeno la cui diffusione è favorita da condizioni climatiche specifiche. La sorveglianza, che si avvale di un monitoraggio costante sia sulla fauna selvatica, in particolare gli uccelli, che sulle zanzare, rimane lo strumento principale per valutare l'entità della circolazione virale. Quello che emerge dalla vicenda del 73enne è un monito sulla capacità del virus di provocare malattie severe in individui di qualsiasi fascia d'età, sottolineando l'importanza delle misure di protezione individuale, le quali, sebbene semplici, rappresentano una barriera fondamentale contro la puntura dell'insetto.

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