Trump valuta nuovi aiuti all’Ucraina mentre Mosca avanza nel Donetsk e stringe alleanze con Pyongyang
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Redazione Esteri
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New York – Mentre la Russia continua a martellare l’Ucraina con una pioggia di droni e missili, il presidente americano Trump starebbe valutando, per la prima volta dall’inizio del suo mandato, l’ipotesi di sbloccare nuovi finanziamenti a sostegno di Kiev. Secondo fonti citate dalla Cbs, la Casa Bianca avrebbe preso in considerazione non solo l’invio di ulteriori armi difensive – tra cui i sistemi Patriot Mim-104, fondamentali per contrastare i missili balistici russi – ma anche stanziamenti economici, in quello che potrebbe essere interpretato come un segnale di discontinuità rispetto alle precedenti esitazioni.
La mossa, se confermata, arriverebbe in un momento critico per il fronte ucraino, dove le truppe di Mosca hanno conquistato il villaggio di Mirne, ribattezzato con il nome del filosofo Karl Marx in un’evidente rivendicazione ideologica. Gli attacchi russi, che nell’ultima settimana hanno visto l’impiego di oltre 1.800 droni e più di 1.200 bombe, hanno causato almeno sette vittime e ventuno feriti, spingendosi fino alle soglie del territorio europeo.
Parallelamente, il Cremlino consolida le sue reti diplomatiche: il ministro degli Esteri Lavrov, durante un incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un, ha ribadito la necessità di un’alleanza “anti-Nato”, definita come una risposta all’espansione occidentale. Una retorica che, se da un lato mira a legittimare l’invasione dell’Ucraina, dall’altro evidenzia l’isolamento internazionale di Mosca, sempre più dipendente da regimi autoritari.
Intanto, la lista delle richieste ucraine per resistere all’offensiva russa si allunga: oltre ai Patriot, Kiev chiede lanciarazzi di precisione, munizioni per obici e missili terra-aria per gli F-16, senza i quali la difesa del territorio risulterebbe insostenibile. Trump, che aveva temporaneamente sospeso alcune spedizioni di armamenti, sembra ora orientato a riconsiderare la propria posizione, aprendo alla possibilità di fornire “armi difensive aggiuntive”. Una decisione che, se concretizzata, potrebbe alterare gli equilibri del conflitto, sebbene resti incerto quanto questa inversione di rotta sia dettata da calcoli strategici o da pressioni interne.




