Dazi Ue sulle auto elettriche cinesi, le nuove tariffe e le reazioni
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Redazione Economia
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Con la fine di ottobre, le auto elettriche cinesi dovranno affrontare nuovi dazi imposti dall'Unione Europea, una misura destinata a durare cinque anni. L'obiettivo dichiarato è contrastare le sovvenzioni cinesi e favorire una concorrenza più equa, applicando tariffe variabili a seconda del livello di aiuti governativi ricevuti dai marchi. Tra le case automobilistiche più colpite, SAIC Motor, azienda statale cinese, si trova a dover pagare una tariffa del 35,3%, che si aggiunge al 10% già esistente.
SAIC Motor, in una nota ufficiale, ha espresso profondo rammarico per la decisione dell'UE, annunciando un'azione legale per difendere i propri legittimi diritti e interessi. La casa automobilistica ha denunciato l'Unione Europea alla Corte di giustizia europea, sostenendo che tali dazi siano ingiusti e dannosi per il libero mercato.
Nicolas Lamp, esperto di risoluzione delle controversie presso l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e docente alla Queen’s University in Canada, ha commentato che le tariffe americane sulle auto elettriche cinesi sono fuori dalle norme internazionali, mentre quelle europee, calibrate, le rispettano. Secondo Lamp, l'approccio europeo è più conforme alle regole del commercio internazionale rispetto a quello statunitense.
Nel frattempo, continuano i contatti a livello politico e tecnico tra Bruxelles e Pechino per esplorare una soluzione alternativa che sia compatibile con l'Organizzazione mondiale del commercio.




