Tregua in Ucraina? I mercati scommettono, l’Europa trema
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Redazione Esteri
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Mentre l’opinione pubblica europea guarda con crescente scetticismo alla guerra in Ucraina, i mercati finanziari sembrano aver già scelto da che parte stare. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che venerdì ha parlato di “buone possibilità” per negoziare la fine del conflitto, i titoli di Stato ucraini hanno registrato un’impennata. Un bond con scadenza nel 2029 è passato da 62 a 67 centesimi per dollaro in pochi giorni, mentre quelli legati alla crescita del Pil, che garantiscono rendimenti aggiuntivi se Kiev dovesse superare le previsioni del Fmi entro il 2028, sono saliti da 47 a 54 centesimi.
Lo psicodramma diplomatico, però, si consuma lontano dall’Europa, in Alaska, dove oggi Trump e Vladimir Putin si incontreranno per discutere una possibile tregua. La scelta del luogo non è casuale: lo Stato americano, acquistato dalla Russia nel 1867 per 7,2 milioni di dollari, è separato dal territorio russo solo dallo Stretto di Bering, diventando così il simbolo di un confronto che esclude volutamente l’Ucraina e i suoi alleati europei.
Se da un lato Mosca punta a consolidare l’annessione dei territori occupati, Washington – dopo aver tratto profitto dalla vendita di armi e gas liquefatto all’Europa a prezzi quadrupli rispetto a quelli russi – sembra ora pronta a scaricare sul Vecchio Continente anche gli oneri della ricostruzione ucraina. Un gioco di potere che riduce Kiev e le capitali Ue a mere comparse, costrette ad accettare decisioni prese altrove.




