Sanzioni Ue alla Russia, von der Leyen frena sulle nuove misure mentre il rinnovo resta bloccato
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Redazione Esteri
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta mercoledì mattina a Strasburgo davanti all'Europarlamento nel dibattito sullo stato dell'Unione, indicando che l'Unione europea «inasprirà le sanzioni contro la Russia» e che «la pressione deve continuare ad aumentare». Subito dopo, però, ha precisato che «ciò non richiede sempre nuove sanzioni, ma soprattutto l'applicazione di quelle esistenti».
Le parole della presidente della Commissione arrivano mentre il rinnovo del regime sanzionatorio individuale dell'Ue contro la Russia resta in una situazione di stallo. Il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri si è riunito venerdì senza raggiungere un accordo sulla proroga della lista, che comprende quasi tremila persone ed entità ritenute responsabili di minare l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina. Le misure scadono martedì 22 settembre a mezzanotte e una nuova riunione degli ambasciatori è stata convocata per lunedì 21.
Alla base dell'impasse ci sono le richieste di Francia e Slovacchia di escludere dalla lista l'oligarca russo-uzbeko Alisher Usmanov, inserito nel febbraio 2022 per i suoi presunti legami con il Cremlino e per il sostegno materiale o finanziario ai decisori russi responsabili dell'annessione della Crimea e della destabilizzazione dell'Ucraina. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, la richiesta francese sarebbe legata alla liberazione di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian.
La Slovacchia, dal canto suo, insiste da tempo per la rimozione sia di Usmanov sia dell'altro oligarca Mikhail Fridman.
Venerdì il Lussemburgo ha ulteriormente complicato il quadro, collegando la richiesta francese su Usmanov al caso di Fridman, che ha citato in giudizio il Granducato per il congelamento dei suoi beni e chiede un risarcimento stimato intorno ai 16 miliardi di dollari. Il Lussemburgo sostiene che, se Usmanov verrà rimosso dalla lista, anche Fridman dovrà esserne cancellato.
«La Francia rischia di innescare una corsa al ribasso, l'esatto contrario di ciò che l'Ue sta indicando politicamente», ha dichiarato a Euronews un diplomatico europeo a condizione di anonimato.
Secondo le norme dell'Unione, la lista delle persone ed entità sanzionate deve essere rinnovata ogni sei mesi con il sostegno unanime di tutti gli Stati membri. La scadenza era fissata per martedì 15 settembre, ma è stata prorogata di una settimana per consentire una soluzione diplomatica.
La presidenza irlandese del Consiglio e il Servizio europeo per l'azione esterna avrebbero proposto un compromesso che permetterebbe a Usmanov di restare in lista con alcune restrizioni alleggerite, ma diversi Stati membri restano scettici sull'uso delle sanzioni europee per perseguire interessi nazionali.
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