Pinarello si sblocca al Monte Trega: prima vittoria World Tour e podio finale nell’O Gran Camiño

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il giovane veneto classe 2003, passato quest’anno alla NSN Cycling Team dopo essere cresciuto nel vivaio della ex Bardiani, ha atteso il momento opportuno per piazzare l’allungo decisivo negli ultimi 150 metri di ascesa. Proprio in quel tratto – che gli addetti ai lavori chiamano la “Via crucis” per via delle asperità e del selciato – il corridore di Giavera del Montello ha gestito con freddezza lo sprint ristretto, tenendo a battenti un avversario del calibro di Adam Yates e il promettente norvegese Nordhagen. Questa affermazione, giunta al termine di una quinta tappa che partiva da As Neves, rappresenta per lui non solo il primo acuto nel massimo circuito ma anche la logica conseguenza di un inizio di stagione costellato da piazzamenti di rilievo.

Il gradino più basso del podio e le gerarchie finali

In virtù di questo scatto fulmineo sulla rampa del Monte Trega, Pinarello ha scalato anche la classifica generale, agganciando la terza posizione assoluta. Il margine che lo separa dal secondo posto di Jørgen Nordhagen è di appena 16 secondi, mentre il distacco dal leader indiscusso Adam Yates si attesta a 48 secondi. L’inglese dell’UAE Team Emirates XRG, già vincitore della tappa regina a Cabeza de Meda, ha confermato il suo stato di forma smagliante controllando le incursioni dei rivali, ma non ha potuto nulla di fronte all’esplosività del classe 2003 nel finale. Per l’alfiere della NSN si tratta del primo podio assoluto in una corsa a tappe di livello World Tour, un risultato che arricchisce un palmares ancora giovane ma già caratterizzato da una crescita esponenziale.

Dalla Tirreno alla Galizia: il filo rosso di una stagione rivelazione

Per comprendere la portata di questo exploit occorre forse riavvolgere il nastro di poche settimane, quando lo stesso Pinarello aveva lasciato il segno alla Tirreno-Adriatico piazzandosi tra i primi dieci di una corsa frequentata da fuoriclasse come Roglic e Del Toro. In quell’occasione, come rivelato in un’intervista pubblicata sul numero di aprile di *tuttoBICI*, il diretto interessato ammetteva una leggera sorpresa per i propri riscontri, pur sottolineando la qualità del lavoro svolto durante i ritiri in altura sul Teide. L’approdo in una squadra World Tour, con tutto ciò che comporta in termini di supporto logistico e tattico, sembra aver fornito la piattaforma ideale per esprimere un potenziale che in Italia, fino a qualche mese fa, forse veniva oscurato dai riflettori puntati su altri giovani talenti come Pellizzari o Piganzoli.

La strategia vincente sull’ultima asperità

L’analisi dell’arrivo, ripercorso dallo stesso atleta ai microfoni dei media specializzati, rivela una maturità tattica rara per un corridore alla sua prima annata nel massimo girone. Pinarello ha spiegato di aver consapevolmente cercato di entrare tra i primi due all’imbocco del settore in pavé, una mossa studiata a tavolino per evitare di rimanere imbottigliato o di perdere la scia dei migliori. La presenza del compagno di squadra George Bennett nelle fasi iniziali della salita ha inoltre permesso al trevigiano di gestire le energie, capitalizzando il lavoro di squadra nel momento decisivo. Yates ha provato a fare il vuoto a due chilometri dal traguardo, ma l’azione è stata prontamente ricucita da un drappello ristretto dove Pinarello è apparso il più reattivo e lucido.

Meta Description: Alessandro Pinarello vince l’ultima tappa dell’O Gran Camiño 2026 a Monte Trega. Per il veneto prima storica vittoria World Tour e terzo posto nella generale dietro Yates.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.