SpaceX, il sogno spaziale si scontra con Wall Street: titolo in caduta verso il prezzo dell'Ipo
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Redazione Economia
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Aveva sfiorato i tremila miliardi di dollari di capitalizzazione, un viaggio senza gravità verso le stelle della finanza, e invece il rientro sulla Terra è stato brusco. Il titolo della società aerospaziale di Elon Musk continua a perdere quota, attestandosi intorno ai 139 dollari, a un passo dal prezzo di collocamento dell'offerta pubblica iniziale, fissato a quota 135 dollari. Una discesa che, rispetto al picco toccato il 16 giugno, quando il titolo aveva superato i 225 dollari, ha bruciato circa 800 miliardi di dollari di valore di mercato.
Dall'entusiasmo al disincanto: cosa sta succedendo?
Solo un mese fa, il debutto al Nasdaq era stato trionfale. La più grande Ipo della storia, con una raccolta di circa 75-80 miliardi di dollari, aveva trasformato la società in un colosso da oltre 2.000 miliardi di dollari e il suo fondatore nel primo "trilionario" del pianeta. L'euforia iniziale, però, si è rapidamente scontrata con la dura realtà dei conti e delle valutazioni di mercato. Il messaggio che arriva da Wall Street sembra chiaro: i multipli da capogiro possono essere giustificati dagli utili, non solo da ambiziose presentazioni sul futuro.
Un patrimonio che si sgonfia e un business complesso
Il dietrofront del titolo ha avuto un impatto diretto e immediato sul patrimonio di Elon Musk. La sua ricchezza personale, secondo Forbes, è scesa sotto la soglia dei 900 miliardi di dollari, perdendo oltre 36 miliardi in una sola seduta, a causa del calo congiunto di SpaceX e Tesla. Musk possiede 4,8 miliardi di azioni di SpaceX e circa 700 milioni di azioni Tesla, un doppio legame che amplifica le oscillazioni del suo valore netto.
A rendere il quadro più complesso per gli investitori è la natura stessa di SpaceX, che non è più solo un'azienda aerospaziale. Con le sue divisioni nei lanci spaziali commerciali, nei servizi satellitari Starlink e nell'intelligenza artificiale, rappresenta un'entità ibrida difficile da inquadrare nei tradizionali schemi di valutazione.
Il flottante ridotto e le incognite del futuro
La volatilità che ha caratterizzato le prime settimane di quotazione non ha colto di sorpresa tutti gli analisti. Secondo alcuni esperti, il flottante estremamente ridotto – pari a circa il 5% del capitale – contribuisce ad amplificare i movimenti del titolo. A questo si aggiungono le imminenti scadenze dei periodi di lock-up, che nei prossimi mesi permetteranno agli investitori storici e ai dipendenti di vendere le proprie quote, con il potenziale di generare ulteriore pressione ribassista. Nonostante il recente crollo, molti analisti restano tuttavia ottimisti.
Case d'investimento come Raymond James hanno fissato target price ambiziosi, arrivando a ipotizzare una valutazione futura di migliaia di miliardi di dollari, scommettendo sul ruolo centrale dell'azienda nella prossima generazione di capacità industriale spaziale e tecnologica.




