Borsa, il tech spinge l'Europa ma non il Nasdaq: Milano chiude a 0,28% con Stm in testa
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Redazione Economia
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L'entusiasmo generato dai conti record di Micron Technology ha contagiato i mercati del Vecchio Continente, spingendo al rialzo il comparto tecnologico e trainando le principali Borse europee verso la chiusura in territorio positivo. Piazza Affari ha archiviato la seduta del 25 giugno con un progresso dello 0,28%, portando il Ftse Mib a 51.782 punti, in un contesto tuttavia caratterizzato da andamenti contrastanti tra le due sponde dell'Atlantico e da una certa timidezza nell'agganciare la soglia psicologica dei 52.000 punti. Il vero propulsore della giornata è stato il settore high-tech, con l'indice Stoxx 600 di comparto in rialzo dello 0,9%, ma non tutti i listini hanno beneficiato allo stesso modo dell'onda lunga dei risultati del colosso americano dei chip di memoria.
L'effetto Micron trascina i semiconduttori ma non tutto l'high tech
Il catalizzatore della giornata è arrivato da oltreoceano, dove Micron Technology ha pubblicato i risultati del terzo trimestre fiscale 2026 che hanno ampiamente superato le aspettative degli analisti, con un fatturato di 41,46 miliardi di dollari e un utile per azione rettificato di 25,11 dollari.
A dare ulteriore slancio all'entusiasmo sono state le previsioni per il trimestre in corso, che indicano ricavi attesi intorno ai 50 miliardi di dollari, suggerendo che la domanda di chip per l'intelligenza artificiale sia ben lungi dall'esaurirsi. Questa prospettiva ha generato un forte effetto traino sui titoli dei semiconduttori europei, con Piazza Affari che ha visto protagonista assoluta STMicroelectronics, le cui azioni hanno messo a segno un rialzo del 2,75% che le è valso il titolo di migliore del listino.
Tuttavia, il rally del settore tech non ha trovato piena corrispondenza negli Stati Uniti, dove il Nasdaq Composite ha mostrato un andamento in controtendenza, scivolando in territorio negativo mentre il Dow Jones segnava un nuovo record storico.
A pesare sul listino tecnologico americano sono stati i dati sull'inflazione Pce di maggio, in accelerazione al 4,1% su base annua e in linea con le attese, che hanno però alimentato le speculazioni su un possibile nuovo rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, raffreddando gli entusiasmi per i titoli growth.
Le piazze europee e il rimbalzo di Francoforte
Nel complesso, le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso tutte in verde, con Francoforte che ha registrato la performance migliore, balzando dell'1,03%. A sostenere il listino tedesco è stato il colosso farmaceutico Bayer, le cui azioni sono schizzate del 20% circa dopo una sentenza favorevole della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha di fatto blindato l'azienda dalle decine di migliaia di cause legali relative al presunto rischio cancerogeno del diserbante Roundup.
La decisione, che ha messo fine a un contenzioso decennale costato all'azienda oltre 10 miliardi di dollari, ha letteralmente fatto volare il titolo, contribuendo in misura decisiva al rialzo dell'indice di Francoforte. Più contenuti i guadagni di Parigi, che ha chiuso a +0,55%, e di Londra, salita dello 0,65%, in una giornata in cui l'attenzione degli investitori è rimasta focalizzata sui dati macroeconomici e sulle prospettive per il costo del denaro.
Il risiko bancario e le sofferenze della difesa a Milano
A Piazza Affari, al di là del trionfo di Stm, la seduta ha offerto spunti interessanti anche per altri settori, con il comparto delle utilities che ha attirato acquisti: Enel ha guadagnato il 2%, mentre A2a ha messo a segno un +1,5%.
Sul fronte bancario, l'attenzione è stata catturata dalle indiscrezioni relative a Credit Agricole, che secondo alcune voci di stampa avrebbe incrementato la propria esposizione su Banco Bpm, tra azioni e derivati, fino a raggiungere quota 29,9%, mentre la banca guidata da Giuseppe Castagna ha chiuso una seduta sostanzialmente piatta.
In controtendenza, invece, il settore della difesa, che ha proseguito la scia negativa dei giorni precedenti, risentendo del crollo di fiducia degli investitori dopo il tonfo di Rheinmetall nella sessione di ieri. A Milano, le perdite più pesanti sono state quelle di Avio, che ha ceduto il 6,62%, seguita da Leonardo (-3,97%) e Fincantieri (-2,92%), confermando un momento di forte debolezza per un intero comparto.




