Roma saluta suor Paola, la suora tifosa che univa sport e solidarietà

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Campidoglio si prepara a rendere omaggio a suor Paola D’Auria, la religiosa diventata simbolo di una fede doppia, quella nella Lazio e nell’impegno sociale, spentasi ieri a 77 anni. La camera ardente sarà allestita oggi nella Sala della Protomoteca, dove dalle 10 alle 19 cittadini, tifosi e rappresentanti delle istituzioni potranno darle l’ultimo saluto. Domani i funerali alla chiesa Gran Madre di Dio, a Ponte Milvio, chiuderanno una giornata di tributi che attraversa non solo il mondo dello sport, ma tutta Roma.

La sua popolarità era esplosa negli anni Novanta, quando diventò volto fisso a Quelli che il calcio, il programma di Fabio Fazio, dove la sua passione per i biancocelesti – mai ostentata ma sempre visibile – si mescolava a una naturale capacità di parlare al pubblico. Non era solo la tifosa in tonaca, però, a lasciare il segno: con l’associazione So.Spe, da lei fondata, aveva trasformato quella visibilità in un motore per progetti di beneficenza, sostenendo chi, nella periferia romana, faticava a trovare aiuto.

Anche il calcio, a volte, le aveva riservato momenti difficili, come l’episodio del 1997 durante Vicenza-Lazio, quando fu presa di mira da una parte della tifoseria avversaria. Ma suor Paola, che in campo aveva sempre cercato di smussare gli antagonismi, non aveva mai perso quel sorriso capace di stemperare le tensioni. La sua storia, del resto, era fatta di gesti concreti più che di parole: dalle trasferte in pullman con i tifosi alle cene per i senza fissa dimora, senza mai dimenticare la sua squadra del cuore.

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