Basta autotune: Elio contro la musica moderna e il caso degli studenti di Lecce
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Stefano Belisari, meglio noto come Elio, storico frontman di Elio e le Storie Tese, non ha risparmiato critiche alla musica contemporanea, definendola inesistente e prendendo di mira l’uso smodato dell’autotune. In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Giorno, l’artista ha espresso il suo disappunto per la vittoria di Olly al Festival di Sanremo 2025, sottolineando come l’impiego di questa tecnologia rappresenti, a suo dire, un’umiliazione per il mondo musicale. “La mia umiliazione massima è stata ascoltare la canzone vincitrice di Sanremo cantata con l’autotune”, ha dichiarato senza mezzi termini, aggiungendo che la musica di oggi “non è peggiore di quella di prima, semplicemente non esiste”.
Elio, che sta portando in scena lo spettacolo Quando un musicista ride al teatro Arcimboldi di Milano, ha riflettuto sul repertorio musicale del passato, citando autori come Giorgio Gaber, Cochi e Renato, Dario Fo e I Gufi. Brani che, nonostante risalgano a cinquant’anni fa o più, continuano a mantenere una rilevanza che, secondo lui, manca alla produzione attuale. “Ce n’è una di Gaber, ‘Benzina e cerini’, che è addirittura del ’61”, ha ricordato, sottolineando come quei testi e quelle melodie abbiano resistito al tempo, a differenza di molte opere odierne.
Sul rap, poi, Elio è stato altrettanto severo: “Non è musica, ma nel 90% dei casi un assemblaggio di roba preesistente fatto da gente che non sa suonare”. Tuttavia, ha voluto precisare che non tutto è perduto, menzionando alcuni giovani musicisti che, sul palco con lui, dimostrano un talento fuori dal comune: “Ci sono dei ventenni che suonano come dei draghi”.
Intanto, in un contesto completamente diverso, a Lecce tre studenti universitari hanno fatto parlare di sé per aver utilizzato l’intelligenza artificiale in modo inaspettato. Con un investimento iniziale di 300 euro, i giovani avrebbero infatti sviluppato un algoritmo in grado di prevedere i numeri vincenti del lotto, ottenendo un guadagno di 43mila euro. L’episodio, che ha destato l’interesse delle autorità, solleva interrogativi sulle potenzialità e sui rischi legati all’uso sempre più diffuso di queste tecnologie, capaci di rivoluzionare ambiti apparentemente lontani dal digitale.




