Israele si ritira da Jenin dopo 10 giorni di raid
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Redazione Esteri
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Dopo dieci giorni di intensi raid, l'esercito israeliano ha iniziato la ritirata da Jenin, città situata nella Cisgiordania settentrionale. L'operazione militare, iniziata il 28 agosto, ha causato la morte di 36 persone e ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione. Le forze israeliane hanno colpito i quartieri di Zaytun e Sabra nella città di Gaza, causando ulteriori dieci vittime.
Jenin, con una popolazione di circa 50.000 abitanti, è stata teatro di scontri violenti e devastazioni. La città ospita anche un campo profughi con oltre diecimila palestinesi, nato dalla nakba del 1948, l'esodo forzato della popolazione araba palestinese dopo la fondazione dello Stato di Israele.
Le squadre della Protezione civile palestinese hanno iniziato lo sgombero delle macerie e la riparazione delle infrastrutture danneggiate. Bulldozer e macchinari pesanti sono stati impiegati per liberare le strade della città, molte delle quali sono state completamente distrutte. Sullo sfondo, negozi ridotti in macerie testimoniano la gravità della situazione.
L'operazione militare israeliana ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni media palestinesi hanno riferito del ritiro delle forze israeliane, il portavoce dell'esercito israeliano ha smentito la notizia.




