La Sampdoria cala il poker salvezza: rimonta da incubo per il Pescara, Conti e Depaoli firmano il colpo esterno
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Redazione Sport
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Sembrava destinata a sprofondare ancora una volta nelle sabbie mobili della bassa classifica, e invece la Sampdoria ha trovato la forza di ribaltare tutto. Al “Cornacchia” di Pescara, i blucerchiati hanno costruito una rimonta che sa di svolta per l’interoandamento della loro stagione, imponendosi per 2-1 e allungando decisamente sul terzultimo posto, distante ora sei lunghezze. La partita, sporca e nervosa come spesso accade in questo finale di campionato, ha premiato la pazienza della formazione guidata da Attilio Lombardo, la quale ha saputo attendere il momento giusto per colpire. Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio, complice una rete realizzata da Di Nardo dagli undici metri, il Doria è riemerso dagli abissi grazie alla concretezza dei suoi subentrati e alla capacità di non disunirsi sotto il peso dell’urgenza. Il successo, che segue quelli ottenuti nelle precedenti uscite, certifica una scossa mentale piuttosto rilevante per un gruppo che sembrava ormai allo sbando, e invece ora macina punti pesantissimi.
La cronaca del match racconta di un Pescara che ha probabilmente rimpianto a lungo l’occasione per chiuderla, una circostanza che il loro tecnico, Giorgio Gorgone, ha analizzato a fine gara con un pizzico di rammarico. Il vantaggio iniziale dei padroni di casa era stato costruito su un episodio dubbio: un intervento in area che il direttore di gara ha prima lasciato correre e poi, richiamato dal monitor, ha giudicato punibile con il penalty. Di Nardo non si è fatto pregare dal dischetto, spiazzando l’estremo difensore ospite e illudendo l’intero stadio. Nei primi quarantacinque minuti, la manovra della Samp è apparsa corta e prevedibile, e se non fosse stato per qualche intervento isolato dei suoi attaccanti, il passivo avrebbe potuto essere anche più pesante. Tuttavia, la ripresa ha raccontato una storia completamente diversa, con la squadra di Lombardo che ha alzato il baricentro e messo alle corde gli abruzzesi. Il pareggio è maturato a meno di dieci minuti dal termine, quando Conti – prodotto del vivaio doriano – ha finalizzato una corta respinta su cross dalla sinistra, dimostrando una reattività che al Pescara è mancata nella fase difensiva.
Se il gol del pari aveva già acceso la miccia, quello della vittoria arrivato al novantatreesimo ha fatto letteralmente esplodere la panchina blucerchiata. Il redivivo Depaoli, entrato a partita in corso, ha raccolto al volo un assist chirurgico confezionato da Cherubini, depositando di petto il pallone in fondo al sacco per il definitivo sorpasso. Una doccia gelata per i circa ventimila del “Cornacchia”, che hanno assistito inermi al crollo della loro squadra nei minuti di recupero. Non sono mancate le scintille al termine della gara, con il capitano del Pescara, Insigne, letteralmente furioso. Secondo la ricostruzione, l’attaccante avrebbe contestato un presunto gesto di scherno o mancanza di rispetto da parte di qualche elemento della retroguardia ospite dopo il gol decisivo, scatenando un parapiglia che ha coinvolto anche la dirigenza abruzzese.
L’analisi tattica: la svolta Lombardo e i limiti del Pescara
La vittoria di ieri, la terza di fila per la Samp, porta la chiara firma del nuovo corso intrapreso dalla società, che ha deciso di affidare la panchina a Lombardo con l’obiettivo di trovare quella stabilità che prima mancava. Sembra passato un secolo da quando la squadra arrancava senza idee, e invece ora, pur giocando una partita sporca e per lunghi tratti in sofferenza, i liguri hanno mostrato il cinismo che contraddistingue chi lotta per non affondare. Il tecnico ha azzeccato i cambi, inserendo proprio gli uomini che poi hanno deciso il match: Cicconi, autore del cross del pari, e Depaoli, goleador della vittoria. Dall’altra parte, il Pescara di Gorgone paga probabilmente un eccesso di presunzione dopo il vantaggio. Il tecnico, analizzando l’epilogo, ha sottolineato che “abbiamo preso due gol su due palle nostre, una in costruzione e una in zona rifinitura… peccato”. Un’analisi lucida che evidenzia come la disattenzione sia il peggior nemico in queste fasi decisive del torneo.
La rissa finale e il caso Insigne: tensione alle stelle
Quel che resterà nel gossip delle prossime ore, oltre ai tre punti pesantissimi, sarà la coda polemica del finale. L’epilogo al cardiopalma ha acceso gli animi, e al triplice fischio non sono volate certo parole di conforto. Insigne, leader carismatico del Pescara, è stato ripreso dalle telecamere mentre inveiva contro la panchina blucerchiata, urlando un eloquente “Portate rispetto”. Secondo le testimonianze raccolte a bordo campo, la scintilla sarebbe scoccata a causa di un’esultanza ritenuta eccessivamente provocatoria da parte di un calciatore della Samp, un atteggiamento che il capitano abruzzese non ha evidentemente gradito. Un parapiglia che ha visto correre ai ripari i membri dei due staff tecnici, i quali hanno evitato un contatto fisico diretto tra le parti. Una vicenda destinata a finire forse nel rapporto arbitrale, anche se al momento non si parlava di provvedimenti immediati a carico dei tesserati.
Classifica e obiettivi: la salvezza non è più un miraggio
Con questo successo la Sampdoria abbandona la bagarre playout e sale a quota 40 punti, posizionandosi all’undicesimo posto in classifica. Un bottino che, a cinque giornate dal termine, rappresenta un tesoro preziosissimo. Certo, la matematica non è ancora stata raggiunta, ma il margine sulla zona calda è ora di sei punti, un cuscinetto che permette di respirare e programmare le prossime uscite con una mentalità diversa. Per il Pescara, invece, la sconfitta brucia eccome. Restare fermi a quota 34, inchiodati a una striscia di risultati negativi che non accenna a interrompersi, significa guardarsi alle spalle con sempre maggiore apprensione. Se la Samp ha trovato la chiave per ribaltare le partite, i biancazzurri sembrano invece aver smarrito la bussola proprio nel momento più delicato della stagione, incapaci di gestire l’inerzia di un match che avevano saldamente in pugno per oltre settanta minuti.




