Operazione a Napoli contro l'Alleanza di Secondigliano, 21 misure cautelari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle prime ore dell'alba, un'articolata operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli ha scosso la zona nord della città, portando all'esecuzione di ventuno misure cautelari, tra arresti e altri provvedimenti restrittivi, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti affiliati al clan Licciardi. L'azione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia locale e autorizzata dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, ha preso di mira quella che le indagini descrivono come la cosiddetta "Alleanza di Secondigliano", un sodalizio criminale radicato in quell'area e in parte della provincia, il cui operato si è consolidato, non senza conflitti interni, in un panorama camorristico sempre in evoluzione.

I reati contestati e il "metodo"

Le accuse che gravano sui destinatari delle ordinanze, alcune delle quali di notevole peso, spaziano dall'associazione di tipo mafioso – aggravata, com'è nello stile, dal metodo camorristico – a una serie di attività illecite considerate fonte di sostentamento e controllo territoriale. Tra queste, spiccano l'estorsione e la ricettazione, reati tradizionali nel lessico della criminalità organizzata, ma anche pratiche più moderne e sofisticate. I magistrati inquirenti, infatti, hanno ricostruito un sistema di gestione degli alloggi popolari, finalizzato a costruire un consenso capillare da convertire in voti, e un racket legato alle truffe informatiche, segno di un'adattabilità alle nuove opportunità illecite. Non è stato trascurato, nelle indagini, il fenomeno dell'utilizzo illecito di telefoni cellulari dall'interno degli istituti di pena, strumento per mantenere le fila del comando.

Il quadro della Procura e i nuovi arrivi

Nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del blitz, il procuratore capo Nicola Gratteri non ha esitato a definire quella colpita come una "camorra di serie A", sottolineandone la pericolosità e la capacità di infiltrazione. Gratteri, nello stesso incontro con i giornalisti, ha colto l'occasione per annunciare un significativo potenziamento dell'organico della Procura di Napoli: entro i prossimi giorni, infatti, faranno il loro ingresso quattordici nuovi magistrati, nove dei quali hanno già prestato giuramento. Un rafforzamento che interessa direttamente anche il pool anticrimine, al quale sono stati assegnati tre sostituti procuratori di esperienza.

Gli equilibri nel sottobosco criminale

Sebbene storicamente contrapposta al gruppo Mazzarella per il dominio sulle piazze di spaccio, l'Alleanza di Secondigliano sembra oggi vivere, secondo quanto precisato dal coordinatore del pool Antimafia Sergio Amato, una fase di "sostanziale pace" con la fazione rivale. Questo assetto, per quanto instabile, delinea una geografia del potere criminale in cui le ostilità aperte cedono il passo a una convivenza forzata, quando non a una collaborazione di fatto, pur nel perseguimento di interessi illeciti che rimangono la cifra distintiva della presenza camorristica nel tessuto urbano e sociale.

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