Nuovi moduli per la rottamazione-quater e le regole per la quinquies
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Redazione Economia
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Con un comunicato diffuso il 10 ottobre, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha annunciato l’attivazione di un servizio online, denominato “Copia comunicazione”, che semplifica notevolmente l’accesso ai moduli di pagamento per coloro i quali hanno aderito alla rottamazione-quater. Grazie a questo strumento, disponibile sul portale istituzionale, è possibile scaricare gli ulteriori moduli per le rate successive alla decima, quelle il cui pagamento è previsto per l’anno 2026, offrendo così una via digitale per adempiere agli obblighi rimanenti senza dover ricorrere a procedure fisiche o richieste complesse.
Il contesto per la nuova misura
Mentre si consolida l’operatività per la misura precedente, il governo sta definendo i contorni della rottamazione quinquies, la quale, come è stato precisato, non costituirà un condono ma nemmeno un perdono generalizzato. L’esecutivo, che intende chiudere il dossier in una riunione di maggioranza, si trova a dover mediare tra due linee contrapposte: una, più morbida, propende per tempi di adesione più lunghi e un’ampia partecipazione; l’altra, invece, è orientata a un maggiore rigore, con l’obiettivo di impedire che si configurino come delle sanatorie mascherate, introducendo meccanismi che se ne distinguano nettamente.
Le ipotesi di restrizione per gli importi bassi
La rottamazione quinquies, stando alle indiscrezioni, si presenterà in una versione “slim” per le cartelle di importo più contenuto. L’ipotesi di una rata minima, che potrebbe essere fissata a cinquanta euro, comporterebbe di fatto una riduzione del tempo a disposizione per estinguere il debito, allontanandosi dal progetto originario che prevedeva 120 rate in 10 anni per tutti. Tra i meccanismi selettivi al vaglio, in attesa del testo della Legge di Bilancio, non figura soltanto la possibilità di una riduzione a 108 rate – e quindi a nove anni – ma anche la previsione di un importo minimo per ciascuna quota, un accorgimento che mira a innalzare la soglia di adesione e a scoraggiare i cosiddetti “furbetti”.
L’evoluzione normativa e i suoi criteri
Il percorso della nuova definizione agevolata, che nasce in un clima di austerità e di attenzione alla compatibilità con i conti pubblici, sembra dunque voler privilegiare un approccio più selettivo. La parola d’ordine, in questa fase, è infatti quella di coniugare la necessità di recuperare crediti con l’esigenza di non gravare eccessivamente sulle casse dello Stato, bilanciando la lunghezza dei piani rateali con l’entità delle singole quote. Ciò che emerge con chiarezza è la volontà di creare uno strumento efficace, il quale, pur offrendo una chance di sanatoria, sia costruito su criteri di sostenibilità e di equità, evitando quelle degenerazioni che in passato hanno caratterizzato alcune procedure analoghe.




