Rottamazione quater e quinquies, cosa comporta la decadenza?
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Redazione Economia
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La definizione agevolata dei debiti fiscali, uno strumento che il legislatore ripropone con una certa ciclicità, non tollera esitazioni. Chi, avendo aderito alla cosiddetta “rottamazione-quater”, non avrà ottemperato ai propri obblighi entro il prossimo 30 novembre 2025, incorrerà in una decadenza dalle agevolazioni concesse. Tale scadenza, definita “cruciale” dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione in un suo recente comunicato, segna il confine tra la soluzione concordata del proprio contenzioso e il ritorno alla piena vigenza delle ordinarie regole di riscossione. La decadenza, di per sé, comporta la cessazione immediata dei benefici precedentemente accordati, i quali, com’è noto, consistono principalmente in una consistente riduzione degli interessi e delle sanzioni accessorie al debito principale.
Le conseguenze del mancato pagamento
Una volta che si verifica la decadenza, il quadro per il contribuente muta radicalmente. Vengono meno, infatti, gli sconti sul totale dovuto e si riapplicano integralmente gli importi originari, con gli interessi di mora che continuano a maturare secondo le norme consuete. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal canto suo, riprende le consuete e più incalzanti attività di recupero creditizio, che possono spaziare dal pignoramento presso terzi al fermo amministrativo dei veicoli, senza escludere l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili. È un meccanismo, questo, che riporta la situazione al punto di partenza, annullando di fatto ogni vantaggio derivante dall’adesione al piano di rateizzazione agevolato, il quale presupponeva, per l’appunto, il puntuale rispetto delle scadenze pattuite.
Il nuovo orizzonte della quinquies
Parallelamente all’approssimarsi della scadenza per la quater, si delinea all’orizzonte una nuova opportunità di sanatoria. La legge di bilancio 2026, all’articolo 23, ha infatti previsto l’introduzione della “rottamazione-quinquies”, una misura destinata a consentire la definizione agevolata dei carichi esattoriali affidati all’agente della riscossione e pendenti dal 2000 al 2023. Bisogna tuttavia osservare, con la dovuta cautela, che il citato Disegno di Legge possiede, allo stato attuale, un carattere meramente illustrativo; ne consegue che il suo contenuto, ivi comprese le scadenze e le modalità di adesione alla nuova definizione, potrà essere soggetto a modifiche non marginali durante l’iter parlamentare.
Un confronto tra le due misure
Sebbene entrambe le misure si fondino sul principio di una composizione agevolata della controversia con il fisco, presentano delle differenze sostanziali per quanto attiene al loro ambito di applicazione temporale. La rottamazione-quater, la cui finestra di adesione è ormai chiusa e della quale resta solo da rispettare l’ultima scadenza di pagamento, riguardava debiti di un arco temporale precedente. La quinquies, se confermata nel testo definitivo, andrebbe a coprire un periodo più esteso, includendo posizioni debitorie che altrimenti rimarrebbero insolute. La loro successione temporale denota una volontà politica di offrire un canale permanente di emersione, seppure a scadenza, per una mole di crediti che l’amministrazione finanziaria fatica a recuperare attraverso i canali ordinari.




