La rottamazione quinquies apre i battenti a gennaio, mentre scade l'ultima rata della quater
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Con l'anno nuovo, mentre i contribuenti sono chiamati a saldare gli ultimi impegni della sanatoria precedente, si prepara ad entrare in vigore la "Rottamazione quinquies", nuovo strumento di definizione agevolata dei debiti verso l'Agenzia delle Entrate Riscossione introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. La finestra per presentare la domanda, come stabilito dalla normativa, si aprirà presumibilmente nella seconda metà di gennaio, una volta che l'AdER avrà reso disponibile il software necessario entro i venti giorni previsti dalla legge, per poi chiudersi inesorabilmente il 30 aprile 2026. Si tratta dell'ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie di interventi che il legislatore mette periodicamente in campo con un duplice obiettivo: concedere una via d'uscita a chi è in difficoltà con il fisco e, nel contempo, recuperare velocemente parte dei crediti accumulati, liberando le casse dello Stato da un peso spesso ingombrante.
Gli ultimi giorni per la rata della rottamazione quater
In queste ore, però, l'attenzione di molti è catalizzata dalla scadenza imminente della precedente edizione della sanatoria, la cosiddetta "rottamazione quater". Per coloro che vi hanno aderito, infatti, è in scadenza il termine per il pagamento della rata che era prevista per il 30 novembre, ma per la quale è concessa una tolleranza che si protrae fino al 9 dicembre. Una possibilità, questa, che permette di ovviare a eventuali intoppi di ultimo minuto. A differenza di quanto si possa pensare, inoltre, il piano di versamento non è un monolite immodificabile: resta sempre aperta l'opzione di ridurre l'importo dovuto, scegliendo di escludere dal computo finale una parte delle cartelle e degli avvisi originariamente inclusi, una flessibilità che può fare la differenza per chi si trova a dover ricalibrare le proprie disponibilità economiche.
Il quadro più ampio della nuova pace fiscale
La rottamazione quinquies, per quanto significativa, non è che una componente di una manovra fiscale più coraggiosa e articolata che prenderà il via con il 2026. Il disegno del Governo, infatti, punta a una "pace fiscale" di portata senza precedenti, la quale prevede, tra gli altri provvedimenti, la cancellazione totale dei debiti per le cartelle di importo inferiore ai mille euro. Per le somme più consistenti, invece, è previsto un taglio radicale degli oneri accessori, con una riduzione che può arrivare fino al cento per cento di sanzioni e interessi di mora, alleggerendo in maniera sostanziale il carico per il debitore. A completare il quadro, si segnala l'estensione della possibilità di rateizzazione, che in molti casi potrà essere dilazionata fino in centoventi comode rate, un arco di tempo che dovrebbe rendere il rientro più sostenibile per una fetta ampia di cittadini e imprese.
Una strategia per sgombrare il campo dai crediti
Questa sterzata decisa rappresenta un cambio di passo rispetto ai micro-interventi e alle sanatorie parziali che si sono susseguiti negli anni, spesso criticati per la loro limitata efficacia. L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, si intende ridurre in maniera significativo l'enorme stock di crediti iscritti a ruolo, che finiscono per gravare a lungo sulle attività dell'amministrazione; dall'altro, si vuole offrire una concreta opportunità di riallineamento a chi, per varie ragioni, ha accumulato posizioni debitorie. Un approccio che, se da una parte rinuncia a una parte delle entrate potenziali in nome della praticità e della sostenibilità, dall'altra punta a recuperare quote di gettito che altrimenti rischierebbero di rimanere inevase per anni, in un circolo vizioso di recuperi difficili e costosi, come dimostrano anche alcune intricate inchieste giudiziarie che hanno portato alla luce sistemi elusivi particolarmente articolati.




