Rottamazione quinquies: i debiti esclusi e la scadenza della quater
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Redazione Economia
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Mentre si attende l’approvazione definitiva della rottamazione quinquies, misura che dovrebbe offrire una nuova chance ai contribuenti in difficoltà, emergono con chiarezza i limiti della definizione agevolata. Non tutti i debiti potranno essere inclusi: tra gli esclusi, salvo modifiche dell’ultima ora, figurano gli aiuti di Stato da restituire – ovvero quei fondi giudicati incompatibili dalle norme europee – e le somme derivanti da condanne della Corte dei Conti, legate a responsabilità per danno erariale. Si tratta, in entrambi i casi, di voci che esulano dalla logica della sanatoria, lasciando scoperti quei soggetti che, pur in difficoltà, non rientrano nei parametri previsti.
Intanto, per la rottamazione quater è scattato il countdown: il 31 luglio era l’ultimo giorno utile per il pagamento delle rate, con una tolleranza che slitta al 5 agosto. Chi non ha rispettato la scadenza, però, rischia conseguenze significative. La mancata regolarizzazione non solo comporta la perdita dei benefici legati alla definizione agevolata, ma può avere effetti retroattivi, specie per chi era stato riammesso grazie al decreto Milleproroghe. Quest’ultimo, infatti, aveva concesso una seconda opportunità a coloro che, pur avendo perso i vantaggi della quater entro il 31 dicembre 2024, avevano presentato domanda nei termini previsti.
Ora, per i riammessi è giunto il momento di saldare la prima rata o l’intera somma in un’unica soluzione. Un passaggio cruciale, che segna il confine tra la regolarizzazione e il ritorno alla procedura ordinaria, con tutto ciò che ne consegue in termini di sanzioni e interessi. Resta da vedere quanti, tra i beneficiari, abbiano effettivamente ottemperato agli obblighi, considerando che le difficoltà economiche – specie per piccoli imprenditori e professionisti – non sempre lasciano margine di manovra.




