Olaf Scholz e la crisi del governo tedesco
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Redazione Esteri
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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in un discorso al Bundestag, ha annunciato ciò che aveva già anticipato in televisione: la Germania si trova in una situazione di divisione politica senza precedenti. La campagna elettorale è ufficialmente iniziata, con Friedrich Merz, leader dei cristianodemocratici, che ha accusato Scholz di essere il responsabile della crisi. La Germania si prepara a nuove elezioni nazionali, fissate per il 23 febbraio 2025, dopo che i capigruppo parlamentari hanno raggiunto un accordo in una riunione straordinaria della Commissione elettorale.
Scholz aveva inizialmente proposto il 9 marzo come data per le elezioni, sperando di ottenere un effetto traino per il suo partito, la SPD, nel voto del 2 marzo ad Amburgo, città di cui fu sindaco. Tuttavia, la maggioranza al Bundestag non è più tale, e il governo "semaforo" di Scholz, composto da socialdemocratici, verdi e liberali, è destinato a subire un voto di sfiducia.
La crisi del governo tedesco è attribuita a due grandi errori: l'ideologia green e l'immigrazione di massa. Le diverse visioni economiche dei partiti della coalizione, incompatibili tra loro, hanno aggravato la situazione, soprattutto in un momento in cui la Germania affronta una crisi industriale strutturale. I vincoli europei sul debito pubblico impediscono di continuare a finanziare contributi e sovvenzioni, rendendo ancora più difficile trovare soluzioni condivise.
La situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di carta, un imbarazzante retroscena che ha messo in difficoltà il governo. La crisi ha visto una sfilata di leader partitici a Palazzo Bellevue, residenza del presidente federale della Germania, dove si è conclusa la prima fase della crisi.




