Elezione del giudice costituzionale, il Parlamento al voto
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Redazione Interno
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Oggi il Parlamento italiano è chiamato a votare per l'elezione di un nuovo giudice della Corte costituzionale, una posizione vacante da parecchi mesi. Dopo sette votazioni infruttuose, la maggioranza cerca di raggiungere il quorum dei tre quinti del Parlamento in seduta comune, mentre le prime tre votazioni, che richiedevano il quorum dei due terzi, sono andate a vuoto. La situazione è caratterizzata da incertezza e sconcerto, con la maggioranza che compulsa le calcolatrici per arrivare al numero necessario di voti e le opposizioni che non si aspettavano questo "blitz", come lo ha definito Elly Schlein, e cercano modalità plateali per protestare.
Il Presidente della Repubblica, in occasione della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell'Associazione stampa parlamentare, aveva esortato tutti a dare seguito alla sua richiesta di eleggere il giudice mancante. Giovanni Donzelli, responsabile nazionale di Fratelli d'Italia, ha dichiarato al Corriere della Sera che il governo e il centrodestra non hanno registrato voti in dissenso o problemi reali, sottolineando che il consenso per l'esecutivo è cresciuto negli ultimi due anni.
La maggioranza ha individuato in Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi, il candidato per la Corte costituzionale. Donzelli ha criticato le opposizioni, accusandole di voler "guardare dal buco della serratura" e ha ribadito che la maggioranza ha il diritto di scegliere il proprio candidato. Ha inoltre affermato che il governo ha sempre mostrato apertura, anche sulla questione della Rai, ma non può accettare che le opposizioni dicano loro chi scegliere.
La votazione di oggi rappresenta un momento cruciale per il Parlamento italiano, che deve superare le divisioni interne e trovare un accordo per eleggere il nuovo giudice della Corte costituzionale.




