Il tesoretto per la fibra ottica e i nuovi obblighi di trasparenza per gli abbonamenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel quadro complesso degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con la scadenza del 30 giugno 2026 che si avvicina inesorabile, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo a punto una strategia per accelerare la diffusione della banda ultralarga che si articola su due binari paralleli: da un lato, un contributo economico diretto ai cittadini per superare le barriere architettoniche degli edifici, e dall’altro, un giro di vite normativo per garantire che chi sottoscrive un abbonamento sia pienamente consapevole della tecnologia che entrerà nella propria abitazione. È una partita che si gioca sul filo dei dettagli tecnici, e proprio lì si annidano le maggiori complessità.

Il voucher di 200 euro per l’ultimo miglio, questo grande sconosciuto

Il cosiddetto bonus fibra, del quale si attende il decreto attuativo che ne definisca le procedure, consiste in un voucher dal valore massimo di 200 euro destinato a coprire le spese per il cablaggio verticale degli edifici. L’ostacolo principale, in particolare nei centri urbani più datati, è proprio la mancanza di infrastrutture interne che dalla strada, dove la fibra arriva ormai con frequenza, riescano a raggiungere le singole unità abitative; si tratta di un intervento tecnico che ha un costo e che fino ad oggi ha frenato molte famiglie. La particolarità della misura, che attingerà a un plafond di 140 milioni di euro, risiede nel fatto che non sarà legata all’indicatore della situazione economica equivalente, bensì esclusivamente alla fattibilità tecnica dell’operazione, e verrà gestita direttamente dagli operatori telefonici accreditati sotto forma di sconto in fattura, evitando così al cittadino l’attesa di un rimborso.

I 733 milioni recuperati per le aree scoperte e il negoziato europeo

Parallelamente a questo sostegno diretto alle famiglie, il governo ha dovuto affrontare una criticità strutturale di ben più ampia portata, relativa ai civici che risultano ancora esclusi da qualsiasi piano di copertura commerciale. Il sottosegretario con delega all'innovazione tecnologica Alessio Butti ha confermato, in un'intervista recente, il recupero di 733 milioni di euro destinati a un nuovo intervento per le zone a fallimento di mercato, frutto di un negoziato definito impegnativo con la Commissione Europea. Il piano del Fondo Nazionale Connettività è già stato pubblicato, e fino al 18 marzo è aperta la consultazione pubblica; solo dopo si procederà con la gara vera e propria. L'obiettivo dichiarato è quello di rimediare a quelle che Butti stesso ha definito “deficienze ereditate da governi precedenti”, stimando in circa 1,8 milioni le abitazioni che necessitano di un intervento pubblico per essere agganciate alla rete in fibra.

La Broadband Map di Agcom e i nuovi obblighi per gli operatori telefonici

Dal 20 febbraio, inoltre, è cambiato il paradigma informativo nella vendita degli abbonamenti: un emendamento al decreto Pnrr impone ora agli operatori di fornire al consumatore, prima della firma del contratto, informazioni puntuali e certificate sulle tecnologie di rete effettivamente disponibili al suo civico, attingendo alla banca dati geografica di Agcom. L'intenzione, per quanto lodevole, si scontra però con la natura stessa di quello strumento, che non è una mappa commerciale ma un archivio tecnico pensato per gli addetti ai lavori. Il rischio concreto, come sottolineano gli analisti del settore, è che si crei una sorta di cortocircuito informativo: il cliente potrà scoprire che all'indirizzo di sua residenza esiste la copertura Ftth di un operatore wholesale, ma non avrà alcuna indicazione su quale compagnia retail offra effettivamente un contratto su quella specifica infrastruttura.

La complessità della situazione, fatta di fondi da allocare, cablaggi verticali da realizzare e mappe da interpretare, lascia intendere come il percorso verso la fibra per tutti sia ancora disseminato di ostacoli burocratici e tecnici, nonostante la volontà politica e le risorse ingenti messe in campo.

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