Corteo per Gaza a Mestre, sciopero del 22 settembre paralizza i trasporti
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Redazione Interno
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Un corteo di ottomila persone ha percorso ieri pomeriggio, sabato 20 settembre, le strade di Mestre in solidarietà alla popolazione di Gaza, unendosi al coro di manifestazioni che in tutto il paese chiedono la fine del conflitto. La protesta, nata da un’assemblea di movimenti locali, ha visto una larga adesione di partiti – tra cui Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra –, sindacati come Cgil e Usb, e associazioni quali Anpi ed Emergency. Tra gli striscioni e la musica, il messaggio più forte è arrivato dai più piccoli, con lo slogan «I bambini non hanno colpe» a segnare il tono di una mobilitazione che vuole richiamare l’attenzione sulla crisi umanitaria.
La mobilitazione non si esaurisce però nelle piazze. Lunedì 22 settembre, infatti, è stata proclamata una giornata di sciopero generale nazionale da Usb e altre sigle sindacali, una decisione che avrà ripercussioni concrete sulla vita di milioni di cittadini. L’astensione dal lavoro, che coinvolge trasporti pubblici, scuole e servizi essenziali, rischia di creare disagi significativi, paralizzando di fatto interi settori del paese. Le fasce di garanzia, pur previste, non saranno sufficienti a evitare ritardi e cancellazioni, lasciando molti pendolari e studenti in difficoltà.
La scelta di indire lo sciopero di lunedì, giorno inusuale rispetto alla tradizione che preferisce il venerdì, sembra voler marcare ancor di più l’urgenza e la radicalità della protesta, amplificandone l’impatto economico e simbolico. Una mossa che ha già sollevato reazioni contrastanti, come le dichiarazioni del segretario dell’Ugl, Capone, il quale ha definito “inutili” queste forme di protesta, sostenendo che “il popolo palestinese è ostaggio di Hamas” e che solo un intervento diplomatico internazionale, che coinvolga anche gli Stati Uniti guidati dal presidente Trump, possa risolvere la situazione.




