Sciopero generale paralizza l'Italia, proteste concentrate sulla questione di Gaza
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Redazione Interno
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Una giornata di sciopero generale, indetto per venerdì 3 ottobre, ha immobilizzato i principali snodi del Paese. La partecipazione è stata quantificata dagli organizzatori in "oltre due milioni di persone". Le motivazioni della protesta affondano le radici nel conflitto di Gaza e nel sostegno alla cosiddetta Flotilla, temi che hanno unito diversi soggetti sindacali.
Disagi per i trasporti e la mobilità
I disagi per la popolazione sono stati ingenti e diffusi, con il sistema dei trasporti che ha registrato le criticità maggiori. Decine di treni sono stati soppressi o hanno accumulato ritardi significativi, mentre il servizio di autobus e metropolitane ha proceduto a singhiozzo. A Roma, si sono create code chilometriche alle stazioni dei taxi; a Genova, la situazione è rapidamente degenerata in caos. Anche Milano ha dovuto affrontare una viabilità complicata e insidiosa.
Le reazioni della politica
La mobilitazione, definita "illegittima" dal Garante e oggetto di aspre critiche da parte di Matteo Salvini, è stata commentata con sarcasmo dalla premier Giorgia Meloni. Le conseguenze dello sciopero hanno investito anche il mondo della cultura: il Piccolo Teatro di Milano, ad esempio, ha annullato la recita de "Il barone rampante".
La protesta a Roma
Nella Capitale, il corteo principale ha visto una partecipazione massiccia. Gli organizzatori di Usb e Cgil hanno parlato di almeno trecentomila persone scese in strada. Una marea umana che ha rivendicato attenzione su Gaza e sulla Flotilla, trasformando le vie di Roma in un palcoscenico di protesta pacifica ma determinata.




