Trump frena Kiev: "Niente armi a lungo raggio, Mosca non va colpita". Ue divisa sulle sanzioni, tre Paesi bloccano il pacchetto
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Redazione Esteri
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Mentre i droni russi continuano a colpire le città ucraine, lasciando dietro di sé esplosioni e vittime – tra cui tre morti negli ultimi raid a Kharkiv –, Donald Trump ha chiarito la sua posizione: niente armi a lungo raggio per Kiev, che non deve prendere di mira Mosca. La Casa Bianca, smentendo alcune ricostruzioni giornalistiche, ha negato che il presidente americano abbia spinto Volodymyr Zelensky a colpire la capitale russa durante una recente conversazione. Intanto, però, Trump ha confermato che i missili Patriot promessi all’Ucraina sono già stati inviati dalla Germania, aggiungendo che "gli americani hanno già fatto molto" e che ora "l’importante è arrivare alla pace".
Sul fronte europeo, invece, il 18esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia stenta a decollare. La presidenza danese dell’Ue, rappresentata dal ministro degli Esteri Lars Lokke Rasmussen, ha ammesso che tre Stati membri – tra cui la Slovenia – si oppongono alle nuove misure, in particolare all’introduzione di un tetto massimo più basso per il prezzo del petrolio russo. Bruxelles è costretta a cercare "soluzioni innovative" per aggirare lo stallo, mentre l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas accusa Mosca di aver intensificato l’uso di "armi chimiche" contro i soldati ucraini, con oltre novemila casi registrati dall’inizio dell’invasione.
A peggiorare il quadro, gli attacchi russi non accennano a diminuire. Nella regione di Sumy, quasi cento raid in 24 ore hanno colpito 33 insediamenti, uccidendo una persona nel villaggio di Velykypysarivska. A Kharkiv, il governatore Oleh Syniehubov ha denunciato un bombardamento particolarmente violento: diciassette esplosioni in venti minuti, con danni ancora da quantificare.




