Metalmeccanici in protesta bloccano la tangenziale di Bologna, denunce in arrivo
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Redazione Interno
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Mentre il sole batteva sull’asfalto già surriscaldato, migliaia di operai hanno trasformato la tangenziale di Bologna in un palcoscenico di rivendicazioni. Quella che era partita come una manifestazione autorizzata – con corteo previsto tra Parco Nord e il centro – ha superato i confini stabiliti, riversandosi sulla strada a scorrimento veloce, dove il traffico è rimasto paralizzato per ore. Tra chi sventolava bandiere sindacali e chi scandiva slogan contro Federmeccanica, il messaggio era chiaro: senza un rinnovo del contratto nazionale, ormai fermo da oltre dodici mesi, la protesta non si placherà.
I numeri, del resto, parlano da soli: secondo le stime della Fiom Cgil, almeno 10mila lavoratori, arrivati da tutta l’Emilia-Romagna, hanno partecipato all’iniziativa. Un’adesione massiccia, che ha costretto le forze dell’ordine a intervenire per ripristinare – almeno parzialmente – la circolazione, una volta che il corteo ha ripreso la marcia verso Parco Nord. Ma il gesto, seppur simbolico, non passerà sotto silenzio: la Questura, pur avendo autorizzato la manifestazione, aveva espressamente vietato l’occupazione della tangenziale. Ora, come confermato dalle fonti investigative, scatteranno le denunce per violazione del Decreto Sicurezza, che punisce l’interruzione arbitraria di vie pubbliche.
Non è stata solo Bologna a sollevarsi. Ad Ancona, un altro corteo ha bloccato l’accesso al porto, mentre a Mestre il segretario della Uilm, Rocco Palombella, ribadiva le ragioni della mobilitazione: «Senza un contratto dignitoso, è l’intero paese a fermarsi». Le parole, però, difficilmente basteranno a sbloccare trattative ancora in alto mare. Federmeccanica, da parte sua, non ha mostrato aperture, lasciando i sindacati con poche alternative se non quella di scendere in piazza.




