Al via da luglio la doppia tassa sui pacchi da Temu e Shein: fino a 7 euro in più per ogni spedizione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mancano ormai pochi giorni all'entrata in vigore di una misura che cambierà le abitudini di milioni di italiani. Dal primo luglio, e salvo colpi di scena dell'ultima ora, chi ordina su piattaforme come Temu, Shein o Aliexpress dovrà mettere in conto un sovrapprezzo consistente. La novità è duplice: da un lato scatta il dazio europeo di 3 euro per ogni pacco di valore inferiore a 150 euro, mentre dall'altro, sempre nella stessa data, il governo italiano applicherà la tassa di 2 euro prevista dalla legge di Bilancio e finora sospesa.

L'effetto combinato dei due prelievi, che si sommano all'Iva già dovuta, porterà il rincaro a quota 5 euro per spedizione.

I numeri del doppio prelievo

A ben guardare, il conto finale potrebbe rivelarsi ancora più salato per i consumatori. I 5 euro di dazi e tributi nazionali vanno infatti ad aggiungersi all'imposta sul valore aggiunto, che viene calcolata sul valore della merce e sul costo del trasporto. In pratica, per un acquisto di poco superiore alla soglia dei 150 euro, l'aggravio complessivo può tranquillamente toccare i 7 euro.

Una cifra che, moltiplicata per il volume di pacchi che quotidianamente entrano in Italia da Paesi extracomunitari, rischia di tradursi in un contraccolpo significativo sia per le tasche degli utenti sia per l'intero settore della logistica. La sospensione della tassa nazionale, decisa nei mesi scorsi proprio per evitare un effetto doppione, terminerà il 30 giugno; dal giorno successivo, dunque, i due gravami viaggeranno in parallelo.

La reazione delle associazioni di categoria

Non sono mancate le proteste da parte degli operatori del settore. La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (Confetra) ha chiesto al governo di cancellare la misura o, in alternativa, di rinviarla ulteriormente. Secondo le stime dell'associazione, l'introduzione della doppia tassa potrebbe determinare un crollo del traffico merci pari al 50 per cento. Un dato che, se confermato, avrebbe ripercussioni pesanti non solo sui corrieri ma anche su tutta la filiera dell'e-commerce, compresi i magazzini e i centri di smistamento.

La richiesta, per ora, non ha trovato riscontro nelle sedi istituzionali, e il rischio concreto è che la misura entri in vigore senza alcuna modifica.

Come cambiano le spedizioni per i consumatori

Per chi è abituato a fare acquisti sui marketplace asiatici, il cambiamento si tradurrà in un rincaro diretto e immediato. Fino a oggi, le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro godevano di una franchigia che le rendeva particolarmente convenienti. Con l'entrata in vigore dei nuovi dazi, quella convenienza verrà meno almeno in parte. I pacchi, che arrivano per via aerea e vengono smistati nei grandi hub europei prima di essere recapitati a domicilio o nei locker, saranno soggetti a un controllo doganale più stringente e a un costo fisso che non dipende dal peso o dalle dimensioni del collo.

Per i corrieri, questo significa un aumento degli oneri amministrativi; per i consumatori, un'addizionale che potrebbe scoraggiare gli acquisti di piccolo taglio, spingendo molti a rivedere le proprie abitudini di spesa.

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