Ferrari, il tempo stringe ma Vasseur non ha fretta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Le parole di Benedetto Vigna, amministratore delegato della Ferrari, risuonano come un monito più che un’assicurazione. A Silverstone, dove il Cavallino ha collezionato un quarto posto con Lewis Hamilton e un clamoroso fuori punti per Charles Leclerc, il manager ha scelto toni volutamente ambigui sul futuro di Frederic Vasseur. “Abbiamo tempo, stiamo discutendo”, ha detto, senza sbilanciarsi ma lasciando trapelare una certa freddezza. Se il team principal, da parte sua, ha ribadito di non aver “niente da aggiungere”, è difficile ignorare come quelle frasi, apparentemente neutre, suonino come un invito a fare meglio.

La gara britannica, del resto, ha confermato le contraddizioni di una stagione che fatica a decollare. Leclerc, dopo le promesse del venerdì, è naufragato tra errori di guida e una strategia discutibile, mentre Hamilton – pur salendo in zona punti – non ha nascosto la frustrazione per un’auto “instabile, la più difficile che abbia mai guidato”. Un giudizio netto, che stride con l’ottimismo mostrato da Vasseur, il quale insiste sul progresso in qualifica e sullo “spirito di coesione” del team.

Eppure, mentre la Scuderia annaspa, il mercato dei piloti si muove. Hamilton, arrivato sotto la pioggia di Silverstone col suo bulldog Roscoe al guinzaglio, ha lasciato il circuito con l’umore a terra: per la prima volta dal 2014, non è salito sul podio nel GP di casa. “Ogni curva era una sbandata”, ha ammesso, descrivendo una vettura lontana dalla competitività attesa. Intanto, Vasseur guarda alla seconda metà del campionato con realismo: “Siamo in lotta per vincere gare”, ha detto, senza illudersi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.