Banche, si stringe l'intesa sul prelievo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si stringe la trattativa tra il governo e le banche per definire i contorni del prelievo straordinario sul settore creditizio, un capitolo centrale della manovra economica che ha acceso il dibattito nella maggioranza. Dopo un ultimo confronto da remoto in serata tra i tecnici del Tesoro, guidati dal direttore generale delle Finanze Giovanni Spalletta, e la squadra dell'Associazione Bancaria Italiana, con il dg Marco Elio Rottigni e il vicedirettore vicario Gianfranco Torriero, i calcoli sembrano aver trovato un allineamento. La discussione, che ha toccato l'aumento dell'Irap – una tassa particolarmente avversata dagli istituti di credito –, lo sblocco degli utili dalle riserve non disponibili e le nuove anticipazioni di liquidità, prosegue ora a livello politico.

Il vertice decisivo

Proprio domani è atteso un vertice cruciale tra il ministro dell'Economia e l'Abi, un passaggio che dovrebbe condurre a una soluzione definitiva riguardo alle cedole e alla complessa architettura del contributo. Il governo, dal canto suo, conferma la linea del prelievo, con la premier Giorgia Meloni che ha voluto ringraziare il settore per il suo "importante contributo" di 4,3 miliardi di euro alla legge di Bilancio, pur sottolineando un principio di equità: "Chi ha incassato di più contribuisca di più". Una posizione che ha lasciato isolato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, evidenziando le tensioni interne sulla questione.

La posta in gioco per Giorgetti

Sul piatto, infatti, ci sono gli ingenti utili del credito, che hanno toccato livelli record sfiorando i trenta miliardi di euro all'anno, e gli obiettivi del ministro Giancarlo Giorgetti. È su quelle entrate, che dovrebbero salire a undici miliardi nel triennio, che il ministero punta per finanziare una parte significativa degli impegni di governo, come i nuovi trasferimenti alla sanità o lo sgravio sull'aliquota intermedia dell'Irpef. La cosiddetta "tassa buona" diventa così un pilastro per coprire le spese della manovra, sebbene il suo impatto sull'economia reale appaia, secondo molte analisi, piuttosto limitato e privo di un vero slancio propulsivo.

Il meccanismo tecnico del prelievo

Nella struttura tecnica della misura, che coinvolge sia banche che assicurazioni, è prevista la proroga del rinvio delle deduzioni per le svalutazioni e le perdite su crediti, insieme al costo dell'avviamento, misure connesse alla rilevazione delle imposte differite attive. A completare il quadro, sugli utili accantonati a patrimonio che vengono liberati e distribuiti viene applicata un'imposta agevolata, un meccanismo che rappresenta l'alternativa concreta alla discussa tassazione sugli extraprofitti. Si delinea, in questo modo, un compromesso che mira a conciliare le esigenze di cassa dello Stato con le pressioni di un settore chiave dell'economia.

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