L'Ue stringe il cerchio sulla Russia con il diciannovesimo pacchetto di sanzioni
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Redazione Esteri
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L'Unione europea ha innalzato, come annunciato dalla primo ministra estone Kaja Kallas, un nuovo e significativo argine contro l’apparato bellico della Russia, adottando quello che costituisce il diciannovesimo pacchetto di misure restrittive. L’intervento, approvato nel corso di un Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles, mira a colpire, con una strategia progressiva ma incalzante, diversi cardini attraverso i quali Mosca cerca di eludere le restrizioni già in vigore, rendendo ancor più complesso per il Cremlino reperire le risorse necessarie a sostenere il conflitto.
Le misure chiave del provvedimento
Il pacchetto, i cui dettagli sono stati resi noti dalla presidenza di turno, introduce una serie di divieti calibrati. Viene sancito, in particolare, un bando graduale alle importazioni di Gas naturale liquefatto (Gnl) di origine russa, una mossa che va ad aggiungersi alle precedenti limitazioni energetiche. Parallelamente, viene disposto lo stop alle transazioni per un ulteriore gruppo di istituti di credito russi e si inasprisce la vigilanza sul settore delle criptovalute, considerato un canale privilegiato per operazioni finanziarie opache. Vengono inoltre colpite, cosa che segna un passaggio cruciale, diverse entità situate in Paesi terzi, tra i quali l'India e la Cina, accusate di fornire un supporto decisivo allo sforzo bellico russo. A completare il quadro, si registra un’ulteriore stretta sull’export di prodotti industriali e una limitazione dei movimenti dei diplomatici russi nell'Unione, misura finalizzata a contrastare quelle che vengono definite attività di destabilizzazione.
Il contesto politico e le reazioni
La riunione del Consiglio europeo, che vedeva riuniti i capi di governo dei Ventisette, aveva in agenda, tra i vari punti, proprio la guerra in Ucraina e il potenziamento della difesa comune. L’approvazione delle sanzioni si colloca dunque in un momento di rafforzamento della posizione europea, mentre si discute del piano presentato da Kiev. Dall’altra parte, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha reagito attraverso i suoi canali, definendo gli Stati Uniti, alla cui guida si trova nuovamente Donald Trump, degli “avversari” e accusando lo stesso Trump, nonostante i precedenti toni conciliatori, di essersi ormai “imbarcato sul sentiero di guerra contro la Russia”.
L’evoluzione della pressione economica
Questo nuovo giro di vite rappresenta l’ultimo tassello di una pressione economica e diplomatica che si fa sempre più serrata, estendendo la sua portata ben oltre i confini del continente europeo. Colpendo gli scambi di valuta digitale e i network internazionali che forniscono assistenza, l’Ue prova a sigillare quelle falle che nel tempo sono emerse, cercando di isolare ulteriormente l’economia russa dai circuiti globali. Si tratta di un’operazione di grande complessità, la quale, se da un lato mira a indebolire le capacità finanziarie del Cremlino, dall’altro testa la resilienza e l’unità dello stesso blocco europeo di fronte a uno scenario internazionale in continua evoluzione.




