Piazza Affari risale leggermente, spinta dal settore difesa dopo la mossa di Trump
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Redazione Economia
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In una giornata di scambi poco vivaci, che ha visto molti listini europei muoversi in ordine sparso, Piazza Affari è riuscita a ritagliarsi un guadagno dello 0,25%, chiudendo a 45.672 punti e distinguendosi per una relativa tenuta. L’indice FTSE MIB, dopo i lievi cali registrati nelle due sedute precedenti, ha quindi invertito la rotta, pur in un contesto generale di attesa per i dati sul lavoro statunitense in arrivo. A trainare la piazza milanese, in modo particolare, è stato un comparto, quello della difesa, galvanizzato dalle notizie che giungono dagli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha presentato una proposta di budget che prevede un incremento senza precedenti per le spese militari.
La spinta decisiva arriva da Washington
La svolta per i listini, che in mattinata faticavano a trovare una direzione precisa, è giunta infatti dall’altra parte dell’oceano. L’amministrazione Trump, secondo quanto riferito, ha chiesto al Congresso di portare la spesa annuale per la difesa a 1.500 miliardi di dollari entro il 2027, una cifra che rappresenta un aumento di circa il 50% rispetto alle attese degli analisti. Una mossa, questa, che ha immediatamente riacceso gli acquisti sui titoli del settore, con Leonardo in testa al gruppo dei valori milanesi beneficiari: il colosso aerospaziale e della sicurezza ha chiuso la sessione con un rialzo del 2%, trainando con sé altri nomi legati all’industria bellica. Non si è trattato, d’altronde, di un fenomeno confinato alla Borsa italiana, ma di un vento favorevole che ha soffiato su tutte le principali piazze europee, dove i titoli della difesa hanno registrato performance positive.
Prese di beneficio sui titoli tecnologici
Accanto alla corsa del comparto difensivo, l’altro volto della seduta è stato quello delle vendite, giudicate tecniche, su alcuni dei titoli che nelle settimane precedenti avevano fatto registrare gli aumenti più consistenti. Si sono visti cedere terreno, seppur in modo contenuto, alcuni big della tecnologia e dell’industriale, come Amplifon e Prysmian, su cui gli investitori hanno preferito realizzare parte dei profitti accumulati. Questa dinamica, per certi versi fisiologica dopo i rally degli ultimi tempi, ha limitato la capacità rialzista del listino, ma non ne ha intaccato il trend complessivo: nei primi giorni dell’anno, nonostante le oscillazioni, l’indice di Milano ha infatti comunque segnato un progresso complessivo di circa l’uno e mezzo per cento.
Campari brinda al rally degli alcolici
A completare il quadro degli scorsi, una performance di rilievo è arrivata anche dal settore dei beni di consumo, in particolare da quello degli alcolici, che ha beneficiato di un upgrade da parte di JP Morgan sulla rivale francese Rémy Cointreau. Le stime positive dell’investment bank, che prevede vendite in crescita per il gruppo d’Oltralpe nel suo terzo trimestre, hanno avuto un effetto trainante su tutto il comparto. A Milano ne ha approfittato soprattutto Campari, il cui Titolo ha messo a segno un rimbalzo del 3,6%, contribuendo in maniera significativa al risultato positivo finale della giornata e dimostrando come, anche in assenza di un forte vento in poppa sui mercati globali, esistano sempre nicchie di opportunità per gli investitori.




