La metamorfosi di Paolo Rotelli da supermanager a rapper: “Lascio il Gruppo San Donato per fare musica in Francia”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Aveva soltanto ventiquattro anni quando, raccolta l’eredità del padre Giuseppe, si ritrovò alla guida del più grande impero della sanità italiana accreditata; oggi, a distanza di oltre un decennio, Paolo Rotelli ha deciso di voltare pagina in modo tanto radicale quanto inaspettato. Non si tratta di un semplice cambio di incarico o di una rotazione ai vertici aziendali, bensì di una vera e propria riscrittura identitaria: l’ex presidente del Gruppo San Donato, che nel frattempo ha lasciato anche la guida dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha ufficialmente intrapreso la carriera da rapper in Francia, dove risponde al nome d’arte di Tractopelle Musik. Chi si aspettava di trovarlo ancora impegnato a ottimizzare i bilanci del colosso che fattura 2,7 miliardi (partito da 1,3 miliardi nel lontano 2013) lo ha invece ritrovato – come racconta in una recente intervista – con catene d’oro al collo, felpe oversize e un’estetica provocatoria che richiama volutamente lo stereotipo della malavita francese, sebbene lui stesso tenga a sottolineare la natura “ironica” e grottesca di quelle rappresentazioni.

Una transizione annunciata tra le pieghe della governance

Le ragioni di questo addio, che ha lasciato di stucco l’alta borghesia milanese e non solo, vengono spiegate da Rotelli stesso con un pragmatismo quasi manageriale: “Lascio perché il gruppo e l’università sono per me due missioni compiute”. E in effetti, il suo operato – iniziato sotto la pressione emotiva della perdita del padre quando era appena ventiquattrenne – ha portato a una metamorfosi strutturale dell’azienda di famiglia, un rebranding tale che oggi nessuno ignora più come il Galeazzi, il San Raffaele e il policlinico San Donato (insieme ad altre sedici strutture) siano parte di un’unica entità d’eccellenza. Non solo: dopo la “tragedia della pandemia”, come la definisce lui, il gruppo ha saputo redigere protocolli di cura condivisi in tutta Europa in appena quindici giorni, convertendo le proprie strutture in ospedali Covid-oriented in tre settimane, contribuendo a ridefinire il welfare europeo. Poiché negli ultimi due anni il suo coinvolgimento diretto era già marginale (vista la governance solida costruita con il fratello Marco e Kamel Ghribi), l’avventura musicale è sbocciata quasi in parallelo: è nell’ottobre del 2022, durante un viaggio a Los Angeles, che Rotelli si ritrova per caso in uno studio Paramount libero e, in sole tre sessioni, compone nove canzoni con l’amico Antoine De Clos.

La costruzione di un personaggio: Tractopelle e la “ruspa” creativa

Da quel momento, quello che poteva sembrare un hobby è diventato gradualmente un’impresa: a marzo del 2025, Rotelli si è presentato dall’avvocato per chiedere come si apre un’etichetta discografica, arrivando infine alle dimissioni formali di pochi giorni fa. Il nome Tractopelle (letteralmente “ruspa” in francese) non è affatto casuale, perché simboleggia la volontà di “distruggere il vecchio e costruire il nuovo”. Sebbene molti facciano fatica a scindere l’uomo d’affari dal nuovo artista, Rotelli tiene a precisare che l’estetica vistosa (le collane pesanti, i soldi contanti ostentati, gli orologi tempestati di brillanti) è meramente funzionale al personaggio, una sorta di “porpora cardinalizia” per incutere soggezione nell’ambiente hip-hop. Quando si presenta in riunioni informali o in videocall dalla sua casa in Francia, invece, indossa semplicemente jeans e maglietta: “Quello è il personaggio, non la persona”, chiarisce, mostrando però che la collana d’oro è sempre lì, a portata di mano, pronta per essere sfoderata come un’arma relazionale quando arrivano rapper americani o discese in discoteca.

Una struttura che resta solida dopo l’addio

Per quanto riguarda la successione, non ci sono vuoti di potere né scenari di crisi: il fratello Marco Rotelli, già attentissimo all’attività, e Kamel Ghribi rimangono saldi alla vicepresidenza per l’internazionalizzazione, mentre la poltrona dell’ateneo viene affidata a una figura istituzionalmente forte come l’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. In una lettera riservata indirizzata al Cda, Rotelli avrebbe chiesto di accogliere la sua nuova passione “con indulgenza anche sotto il profilo iconografico”, un modo elegante per prendere le distanze da qualsiasi possibile fraintendimento tra la sua immagine pubblica attuale e i valori del gruppo sanitario. La holding, infatti, non ha nessun punto di contatto con l’etichetta discografica “TractoLabel”, che è stata costituita interamente con capitali privati e personali. Con un sorriso e senza rimpianti, l’erede ribadisce di aver semplicemente voglia di “esprimersi in altro”, utilizzando il rap come contraltare narrativo per raccontare – citandolo – una “società ultra capitalista che sta perdendo i valori”.

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