Stellantis investe 1,2 miliardi in Marocco: raddoppia la produzione di auto elettriche e ibride
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Redazione Economia
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A Kenitra, città marocchina che si sta affermando come uno dei poli industriali più dinamici del Nord Africa, Stellantis ha deciso di puntare forte. Con un investimento da 1,2 miliardi di euro, il gruppo automobilistico – che riunisce marchi come Fiat, Citroën e Opel – prevede di raddoppiare entro il 2030 la capacità produttiva dello stabilimento locale, portandola a 535.000 veicoli l’anno. Un progetto ambizioso, che non solo conferma la fiducia nel mercato africano, ma segna anche una svolta nella strategia industriale del colosso nato dalla fusione tra Fca e Psa.
L’annuncio, riportato dall’agenzia egiziana Map e ripreso da Bloomberg, ha immediatamente fatto lievitare le quotazioni di Stellantis a Piazza Affari, dove il titolo ha chiuso in rialzo del 2,16%. Un segnale di ottimismo, soprattutto dopo le recenti difficoltà del settore, tra cui l’abbandono dei progetti sull’idrogeno. La scelta di concentrarsi su modelli elettrici e mini-ibridi – come la Fiat Topolino, la Citroën Ami e l’Opel Rocks-e – riflette invece una precisa direzione: quella di un’offerta sempre più orientata alla mobilità sostenibile, senza però trascurare l’accessibilità.
Lo stabilimento di Kenitra, che attualmente produce circa 200.000 veicoli l’anno, vedrà crescere la sua attività in modo significativo, con l’obiettivo di raggiungere quota 535.000 unità entro la fine del decennio. Tra i modelli che usciranno dalle linee di assemblaggio, oltre alle city car elettriche già citate, ci saranno anche la nuova Fiat Panda e il crossover Fastback, entrambi destinati a giocare un ruolo chiave nel rilancio dei rispettivi marchi. La produzione delle minicar, in particolare, passerà da 20.000 a 70.000 esemplari annui, confermando il Marocco come hub strategico per i veicoli a basso costo e zero emissioni.
L’espansione comporterà anche un notevole impatto occupazionale: 3.100 nuovi posti di lavoro, che si aggiungeranno ai già consistenti numeri dell’indotto automobilistico marocchino. Un dato che, al di là dei freddi calcoli economici, dimostra come l’investimento di Stellantis avrà ricadute concrete sul territorio, rafforzando ulteriormente i legami tra il gruppo e un Paese che, negli ultimi anni, ha attratto sempre più attori dell’industria globale.
Quello di Kenitra non è però un caso isolato. La decisione di Stellantis rientra in un più ampio disegno di delocalizzazione produttiva, che vede il Marocco – grazie a costi competitivi e accordi commerciali vantaggiosi – come una delle destinazioni preferite per le case automobilistiche europee. Una scelta che, se da un lato solleva interrogativi sull’impatto per l’occupazione in Italia, dall’altro conferma come il futuro dell’auto passi sempre più attraverso una logica globale, dove la vicinanza ai mercati emergenti diventa un fattore decisivo.




