Cina, dal 2027 stop agli incentivi per le auto ibride ed elettriche: la svolta dopo 15 anni

Cina, dal 2027 stop agli incentivi per le auto ibride ed elettriche: la svolta dopo 15 anni
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un cambiamento epocale per il mercato automobilistico cinese, che ha rappresentato il laboratorio globale per la mobilità elettrica, si concretizzerà a partire dal primo gennaio 2027. Dopo quindici anni di politiche di sostegno che hanno trasformato il Dragone nel leader indiscusso dei veicoli a nuova energia, le autorità di Pechino hanno deciso di chiudere il capitolo degli incentivi fiscali, segnando l'inizio di una nuova fase per il settore.

L'annuncio, arrivato congiuntamente dal ministero delle Finanze, dall'amministrazione statale delle Imposte e dal ministero dell'Industria e dell'Informatica, ha ufficializzato la cancellazione di agevolazioni che hanno fatto da traino a una crescita esponenziale, con l'obiettivo dichiarato di ristabilire un'equità fiscale in un mercato ormai giunto a piena maturità.

Addio alle esenzioni: le nuove regole per ibride e commerciali

La decisione del governo cinese colpisce in particolare due categorie di veicoli che fino a oggi avevano goduto di un trattamento di favore. Le automobili ibride plug-in (Phev) e quelle con range extender (Erev), che rappresentano una fetta importante delle vendite di auto elettrificate, perderanno la totale esenzione dal pagamento del bollo annuale, noto in Cina come "vehicle and vessel tax", e saranno tassate in base alla cilindrata del motore termico di cui sono dotate.

Una revisione radicale che si estende anche al comparto dei veicoli commerciali: vengono cancellati i benefici per i mezzi pesanti elettrici puri (Bev) e a celle a combustibile (Fcev), così come per gli autobus e i camion a batteria o a idrogeno. Per i veicoli a basso consumo energetico, i cosiddetti "Ice efficienti", viene eliminata la riduzione del 50% della tassa precedentemente in vigore.

Le autorità hanno specificato che le nuove disposizioni si applicheranno sia ai veicoli acquistati dopo la data di entrata in vigore, sia a quelli già in circolazione, di fatto estendendo la tassazione a tutto il parco circolante di ultima generazione.

Le eccezioni e l'impatto di una scelta strategica

In questo nuovo scenario, rimangono completamente esentate dal bollo le autovetture passeggeri 100% elettriche (Bev) e quelle a idrogeno (Fcev), una scelta motivata dal fatto che sono "prive di cilindrata su cui basare la tassazione". Le autorità hanno giustificato la stretta con la necessità di adeguare un sistema di incentivi ormai datato alla realtà di un'industria che non necessita più di un sostegno a pioggia per crescere.

Secondo gli analisti, l'impatto economico diretto sui consumatori sarà contenuto: per una tipica ibrida plug-in con motore da 1,5 litri, l'aggravio fiscale si tradurrà in circa 300-420 yuan all'anno (tra i 40 e i 60 dollari), una cifra che difficilmente influenzerà le scelte d'acquisto. La mossa, tuttavia, assume un valore simbolico enorme, segnando il passaggio da un mercato guidato dalle politiche pubbliche a uno sempre più orientato alla concorrenza e all'innovazione tecnologica spontanea.

Nuovi standard tecnici e il futuro della mobilità pesante

Oltre alle modifiche fiscali, dal primo gennaio 2027 entreranno in vigore anche nuovi e più severi standard industriali, che imporranno limiti stringenti sul rapporto peso-autonomia per i veicoli a batteria, escludendo dai cataloghi di vendita le auto elettriche troppo pesanti o inefficienti.

Viene inoltre introdotto il divieto di funzionamento predefinito della modalità One-Pedal per la frenata rigenerativa, lasciando al conducente la scelta e l'attivazione manuale a ogni avvio, e obbligando le case costruttrici a implementare un sistema nazionale per il monitoraggio in tempo reale dello stato di salute delle batterie e della sicurezza dei sistemi di assistenza alla guida.

Parallelamente a questa stretta, la Cina sta accelerando su un nuovo fronte: dopo le auto, il gigante asiatico punta a replicare il successo nel trasporto pesante, con l'obiettivo di trasformare il settore dei camion, ancora fortemente dipendente dal diesel, in un nuovo motore della mobilità a zero emissioni.

Le ambizioni di Pechino sono di far sì che entro il 2030 il 40% dei nuovi camion pesanti venduti nel Paese sia a nuova energia, una traiettoria che ricorda quella avviata oltre dieci anni fa per le autovetture e che ha portato a superare ampiamente le quote di mercato inizialmente prefissate.

Record di esportazioni e alleanze globali

La decisione di ridurre gli incentivi arriva in un momento di picco per l'industria automobilistica cinese, che proprio a giugno 2026 ha raggiunto un traguardo storico. Per la prima volta, le esportazioni mensili di automobili hanno superato il milione di unità, toccando quota 1.037.000 veicoli, con un incremento del 75,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Di queste, oltre la metà (523.000 unità) erano veicoli a nuova energia, segnando un'ulteriore svolta nel predominio del comparto elettrificato.

Nel primo semestre del 2026, le esportazioni complessive hanno raggiunto i 5,1 milioni di veicoli, con una crescita del 65,3% su base annua.

In questo contesto di espansione globale, le alleanze industriali giocano un ruolo chiave: Stellantis, il gruppo guidato da Antonio Filosa, ha avviato una serie di partnership strategiche con i cinesi Dongfeng e Leapmotor per produrre veicoli elettrici in Europa, con l'obiettivo di sfruttare l'ecosistema tecnologico del Dragone per migliorare la competitività dei prezzi e riempire la capacità produttiva in eccesso degli stabilimenti europei.

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