Roma, De Niro ritorna sulla via Veneto per il suo hotel Nobu

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Oltre quattro decadi dopo aver calcato, per le riprese di “C’era una volta in America” di Sergio Leone, i selciati di Trastevere, Robert De Niro fa il suo ritorno nella Capitale con un’agenda serrata che, nel giro di sole quarantotto ore, unisce il business alla celebrazione della sua leggendaria carriera. Un programma fitto, che si dipana tra l’atteso debutto di un nuovo avamposto alberghiero e un omaggio cinematografico, rinsaldando un legame con la città, quello dell’attore e produttore, che sembra destinato a rinnovarsi. La sua presenza, concentrata in due giornate, segna un momento significativo per la vita della città, riportando un’aura di Dolce Vita in un luogo simbolo come via Veneto.

L’investimento nella Dolce Vita

Venerdì 7 novembre, dopo un’attesa protrattasi per anni – un periodo durante il quale l’intera operazione fu data più volte per arenata – viene infatti inaugurato ufficialmente il primo Nobu Hotel & Restaurant italiano, un investimento da 135 milioni di dollari che ha ridisegnato completamente gli interni dell’ex Grand Hotel. L’intervento del Rockwell Group, che ha curato la ristrutturazione, fonde deliberatamente le suggestioni architettoniche e culturali di Roma con il rigore minimalista di derivazione giapponese, riflettendo la doppia anima del brand. Questo progetto, che sorge al civico 155 di via Veneto, rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un impero dell’ospitalità e della ristorazione, fondato nel 1994 insieme allo chef Nobu Matsuhisa e al produttore Meir Teper, che oggi conta globalmente decine di strutture.

L’omaggio di Alice nella Città

Poche ore prima del taglio del nastro, l’attore americano sarà però protagonista di un altro appuntamento, di carattere più intimo e culturale, che chiuderà il “Fuori Sala”, il format ideato da Alice nella Città. L’evento, in programma allo The Space Cinema Moderno, prevede una proiezione speciale proprio di “C’era una volta in America”, pellicola che lo vide giovane interprete sotto la direzione di un maestro del cinema italiano. L’incontro, aperto ai giovani delle scuole di cinema, si configura come un tributo al suo talento e alla sua longeva traversata nel mondo del cinema, offrendo agli aspiranti cineasti l’occasione di confrontarsi con una delle figure più iconiche della settima arte.

Un ritorno tra business e memoria

Il viaggio romano di De Niro, se da un lato consolida un ambizioso progetto imprenditoriale – un albergo a cui si guarda con particolare interesse per il suo potenziale di richiamo turistico di alto livello –, dall’altro riannoda i fili di una memoria cinematografica collettiva. Quella che fu la scenografia di film indimenticabili ritrova così, attraverso la sua figura, una rinnovata centralità, dimostrando come il legame tra la città e l’artista, nato su un set molti anni fa, continui a evolversi intrecciando immagine, affari e cultura.

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