Dal primo gennaio 2026 scatta l’obbligo di collegare i Pos ai registratori di cassa, l’Agenzia delle Entrate pubblica la guida operativa
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Redazione Economia
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Il processo di digitalizzazione dei pagamenti e di contrasto all’evasione fiscale, un cammino intrapreso ormai da diversi anni in Italia, conosce una tappa decisamente significativa a decorrere dal primo gennaio 2026. Da quella data, infatti, diventa operativo per tutti gli esercenti l’obbligo di garantire un collegamento, seppur solo logico e non materiale, tra i terminali per i pagamenti elettronici (Pos) e i registratori telematici (Rt) che memorizzano e trasmettono giornalmente i corrispettivi al Fisco -1-3. La ratio della norma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che ha modificato il D.Lgs. 127/2015, è quella di rendere perfettamente coerenti i flussi finanziari degli incassi con i dati delle vendite certificati, chiudendo il cerchio sulla tracciabilità e lasciando sempre meno spazio a possibili discrepanze -2-8.
A fugare i dubbi e a fornire indicazioni dettagliate su come districarsi in questo nuovo adempimento è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, che il 19 febbraio 2026 ha diffuso una guida operativa completa. Il documento di prassi, che segue e chiarisce il Provvedimento del 31 ottobre 2025, n. 424470, illustra nel dettaglio le modalità con cui gli esercenti – in particolare quelli dei settori più interessati come il commercio al dettaglio, l'artigianato e l'intero comparto HoReCa che comprende hotel, ristoranti e bar – dovranno procedere per mettersi in regola -3-4. Non si tratterà di un collegamento fisico tra i dispositivi, come qualcuno poteva temere, ma di un abbinamento tutto digitale da effettuare esclusivamente mediante le apposite funzionalità web rese disponibili nell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia.
Tempistiche e modalità per l'abbinamento digitale
La procedura, per come è stata concepita, richiede che il titolare dell'attività, o un intermediario da lui delegato, acceda alla propria area riservata per associare il dato identificativo univoco di ogni singolo Pos – che i prestatori di servizi di pagamento comunicano periodicamente all'Agenzia – al numero di matricola del registratore telematico, già censito in Anagrafe Tributaria, indicando contestualmente l'indirizzo dell'unità locale in cui i dispositivi sono materialmente utilizzati -4-10. Per agevolare l'inserimento, la procedura mostrerà direttamente un elenco dei Pos intestati all'esercente, semplificando di molto le operazioni -5.
Quanto ai termini per adempiere, la normativa ha previsto una gradualità che tiene conto delle diverse situazioni operative. Per i Pos già in uso e per i quali risulti attivo un contratto di convenzionamento nel mese di gennaio 2026, il legislatore ha concesso una finestra di 45 giorni, che decorreranno non dal primo gennaio, bensì dalla data effettiva in cui il nuovo servizio telematico sarà reso disponibile sul portale dell'Agenzia delle Entrate, cosa che avverrà – stando alle comunicazioni ufficiali – nei primissimi giorni del mese di marzo 2026 -2-7. Per i Pos attivati, invece, in data successiva al 31 gennaio 2026, l'abbinamento dovrà essere effettuato in un lasso di tempo ben definito: a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo a quello di attivazione del terminale e, comunque, entro e non oltre l'ultimo giorno lavorativo di quello stesso mese -4-6.
Sanzioni e adempimenti per la trasmissione dei dati
Parallelamente all'obbligo di abbinamento, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito l'importanza della corretta memorizzazione e trasmissione dei dati. La memorizzazione dei pagamenti elettronici, infatti, deve avvenire contestualmente alla registrazione dell'operazione di vendita, riportando nel documento commerciale la forma di pagamento utilizzata – con l'indicazione specifica che si tratta di transazione elettronica – e il relativo ammontare -6-9. Questi dati confluiranno poi nella trasmissione telematica giornaliera dei corrispettivi, che segue le regole tecniche già in vigore.
Il mancato rispetto delle nuove disposizioni, come chiarito nella guida, espone gli esercenti a un regime sanzionatorio piuttosto severo. Le pene previste per le violazioni in materia di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi sono estese anche ai nuovi obblighi: si va dalla sanzione di 100 euro per ogni trasmissione errata od omessa dei dati dei pagamenti, con un tetto massimo di 1.000 euro per trimestre, fino a una multa da 1.000 a 4.000 euro per la mancata effettuazione del collegamento tra Pos e registratore di cassa -1-4. Nei casi di recidiva o di violazioni di particolare gravità, è contemplata anche la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività per un periodo che può variare da quindici giorni fino a due mesi, e che in situazioni estreme può arrivare a sei mesi -4-6.




