Fisco, addio alla conservazione delle ricevute del Pos: da marzo cambiano le regole per i pagamenti digitali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Cade un adempimento burocratico che per anni ha accompagnato la vita di imprese e cittadini, ovvero l'obbligo di conservare lo scontrino del Pos. Il decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 gennaio ha eliminato la necessità di archiviare le ricevute cartacee generate dai terminali per i pagamenti elettronici, una misura che diventerà operativa nei primi giorni di marzo quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sarà attivata la procedura per l'abbinamento digitale tra i terminali e i registratori di cassa -1. La ratio del provvedimento, spiegano dalla presidenza del Consiglio, affonda le radici nella volontà di semplificare gli oneri contabili a carico degli esercenti, considerato che quelle ricevute – spesso stampate su carta termica destinata a sbiadire nel giro di pochi mesi – rappresentavano una mera prova dell'avvenuta transazione e non un documento fiscale indispensabile ai fini della dichiarazione dei redditi o della tenuta delle scritture contabili -5. A ben vedere, del resto, l'indicazione che il pagamento è stato effettuato con moneta elettronica comparirà già sullo scontrino fiscale, rendendo di fatto superflua la conservazione del secondo pezzo di carta.

L'abbinamento telematico tra Pos e registratori di cassa

La novità si inserisce in un quadro più ampio di digitalizzazione dei processi fiscali che troverà la sua piena attuazione dal 1° gennaio 2026, quando scatterà l'obbligo generalizzato per tutti gli esercenti di associare i dati dei propri Pos con quelli dei registratori telematici -2. Non si tratterà, è bene precisarlo, di un collegamento fisico tra i dispositivi – nulla a che vedere con nuovi cavi o modifiche hardware – bensì di una procedura logica che avverrà tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate -9. Gli operatori dovranno accedere all'area riservata del sito e abbinare il codice identificativo univoco di ogni strumento di pagamento elettronico utilizzato, che sia un terminale fisico, un wallet digitale o un Pos virtuale, con la matricola del registratore di cassa preventivamente censito e attivato -6. Una volta che il servizio web sarà reso disponibile, verosimilmente nel corso del mese di marzo, gli esercenti avranno a disposizione quarantacinque giorni di tempo per completare l'operazione relativa ai Pos già in uso, mentre per i nuovi dispositivi la registrazione dovrà essere effettuata entro l'ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo alla data di attivazione -3.

Le esclusioni dall'obbligo di collegamento

Non tutte le attività commerciali e professionali, occorre sottolinearlo, sono tenute a questo adempimento. L'obbligo di collegare il Pos al registratore telematico riguarda esclusivamente coloro che emettono corrispettivi telematici, vale a dire scontrini e ricevute fiscali in formato elettronico -7. Ne restano pertanto esclusi i soggetti che non certificano i corrispettivi, come nel caso di giornalai, edicolanti, alcuni servizi di telecomunicazione e trasporto pubblico, oppure quelle attività che ancora oggi utilizzano gli scontrini manuali, tipicamente nel settore degli spettacoli viaggianti, delle mostre e delle fiere -3. Per queste categorie, spiega una circolare dell'Agenzia delle Entrate, l'esonero discende dalla natura stessa dell'attività, ma occorre prestare attenzione al caso in cui un edicolante o un organizzatore di eventi decida volontariamente di adottare un registratore telematico pur non essendovi obbligato: in tale ipotesi, se accetta pagamenti elettronici, scatta comunque la necessità di procedere all'abbinamento dei dispositivi.

Le sanzioni per chi non si adegua

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni, come spesso accade quando si parla di adempimenti fiscali, espone gli operatori a conseguenze economiche tutt'altro che trascurabili. La legge di Bilancio 2025 ha previsto un regime sanzionatorio specifico per chi omette di registrare correttamente i pagamenti elettronici o non provvede all'associazione tra Pos e registratore di cassa -9. Nel primo caso, per ogni operazione non registrata o registrata in modo incompleto, è prevista una sanzione di 100 euro, con un massimo di mille euro per trimestre solare. Più pesante, invece, la multa per chi non effettua il collegamento telematico tra i dispositivi: in questo caso la forbice va da un minimo di mille a un massimo di quattromila euro, senza dimenticare che in presenza di violazioni reiterate l'amministrazione finanziaria può arrivare persino a disporre la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività -9. Un sistema di controlli, questo, che punta a rendere effettiva la tracciabilità integrale delle transazioni e a ridurre gli spazi per quelle pratiche elusive che si annidavano proprio nella separazione tra il momento del pagamento e quello della registrazione fiscale dell'operazione.

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