Mps, rinviato al 25 agosto il vertice con Giorgetti sugli enti locali. Lovaglio prepara la controffensiva

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   È stato rinviato a martedì 25 agosto l'incontro, inizialmente programmato per giovedì 20 agosto, tra il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e i vertici degli enti locali toscani sul futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena. La riunione, richiesta congiuntamente dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dalla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti e dal sindaco Nicoletta Fabio, avrà luogo a Roma.

Lo slittamento, come si legge in una nota diffusa dagli stessi enti locali, è avvenuto "su richiesta del Ministero dell'Economia e delle Finanze e d'intesa tra le parti". Il rinvio arriva nel pieno della turbolenta estate finanziaria che sta vivendo l'istituto di Rocca Salimbeni, da giugno nel mirino dell'Opas da 30,6 miliardi di euro lanciata dal colosso guidato da Carlo Messina, Intesa Sanpaolo.

L'attesa per il cda straordinario del 20 agosto

Mentre la politica si prepara al confronto di fine mese, l'attenzione degli addetti ai lavori si concentra sul Consiglio di amministrazione straordinario di Monte dei Paschi convocato per la giornata di domani, giovedì 20 agosto. L'ordine del giorno, carico di aspettative, ruota attorno alle contromosse che l'amministratore delegato Luigi Lovaglio intende mettere in campo per contrastare l'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa.

Secondo quanto anticipato da alcune fonti finanziarie e ripreso da diversi organi di stampa, Lovaglio, il banchiere che già in passato ha guidato la rinascita del Monte, sarebbe pronto a giocarsi il tutto per tutto proponendo al board un'articolata strategia difensiva che potrebbe stravolgere gli attuali equilibri del sistema creditizio italiano.

L'ipotesi, al centro delle indiscrezioni di mercato, è quella di un duplice attacco: un'offerta pubblica di scambio (Ops) su Banco Bpm e una seconda operazione, sempre di natura straordinaria, su Banca Generali.

La strategia difensiva di Lovaglio e le complessità finanziarie

L'obiettivo della presunta doppia operazione sarebbe duplice: da un lato creare un "fossato" protettivo attorno a Mps rendendo più complessa e onerosa l'eventuale scalata di Intesa Sanpaolo, dall'altro ribaltare i ruoli trasformando la banca senese da preda a predatore nel grande risiko bancario italiano.

Tuttavia, la strada per Lovaglio è irta di ostacoli, a partire dal vincolo della passivity rule, la norma che limita le iniziative della società target di un'offerta pubblica di acquisto per non ostacolare l'operazione stessa senza il preventivo via libera degli azionisti. Per realizzare operazioni di tale portata, Lovaglio avrebbe bisogno di un'autorizzazione assembleare, una soglia non facile da raggiungere considerando l'assetto di capitale e la presenza di azionisti di peso che hanno già mostrato perplessità su progetti passati.

Oltre a questo, gli scenari si complicano per la presenza di azionisti di riferimento con posizioni consolidate: su Banco Bpm, il peso di Crédit Agricole, che detiene quasi il 30% del capitale, e l'azionista Delfin sarebbero determinanti, mentre la partita su Banca Generali si intreccia con la quota del 13,2% detenuta da Mediobanca, a sua volta finita sotto il controllo di Mps dopo la scalata dello scorso anno.

Il contesto dell'Opas di Intesa Sanpaolo

Il quadro di riferimento rimane l'Opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo, che per ogni azione Mps offre 1,6 azioni del gruppo guidato da Carlo Messina e 1 euro in contanti. Un'operazione che, come spiegato dall'istituto, prevede un accordo con Unipol per la cessione di circa 635 filiali e del marchio Mps, al fine di superare i profili antitrust, mantenendo invece le restanti attività e la quota in Mediobanca.

La strategia di Lovaglio, che punta a salvaguardare l'identità e l'integrità dell'istituto senese, va quindi a cozzare contro il progetto di integrazione e di potenziale smembramento di Intesa, in un braccio di ferro che si giocherà nelle prossime decisive settimane tra i palazzi del potere finanziario e politico.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.