Zes e industria, Urso rilancia il Sud: spazio per una Ai Gigafactory e fondi in aumento
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Redazione Interno
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"Nel Mezzogiorno c'è spazio anche per una delle nuove AI Gigafactory europee". A dichiararlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un'intervista concessa al quotidiano Il Mattino ha tracciato un bilancio delle politiche industriali per il Sud, annunciando che i fondi della Zes Unica non solo non saranno ridotti, ma verranno incrementati con la prossima legge di Bilancio.
Un'ipotesi, quella relativa alla gigafactory, che si inserisce in un quadro più ampio di rilancio del Mezzogiorno, dove il ministro individua già diversi poli strategici consolidati, dall'Etna Valley all'aerospazio campano e pugliese, passando per il polo di Pomigliano e la cantieristica navale, e che potrebbe ricevere nuova linfa da investimenti nei settori ad alta tecnologia, come confermato anche dal recente via libera del Consiglio dei ministri a un data center da 1,4 miliardi di euro nel Sulcis, in Sardegna, a cui dovrebbe seguirne un altro a settembre in un'altra regione meridionale.
La crescita del Sud trainata dal Pnrr e l'incognita del 2027
Le dichiarazioni del ministro arrivano in un momento in cui le previsioni economiche disegnano un scenario a due facce per il Mezzogiorno. Secondo l'aggiornamento delle stime Svimez per il triennio 2026-2028, il Pil del Sud crescerà più del resto del Paese anche quest'anno, attestandosi a un +0,8% contro il +0,7% del Centro-Nord, un risultato che gli esperti attribuiscono al picco degli investimenti del Pnrr, che nel 2026 raggiungeranno nel Mezzogiorno la cifra record di 9,3 miliardi di euro.
Tuttavia, dal 2027 la musica cambierà radicalmente, con una previsione di crescita dimezzata per il Sud (+0,4%) mentre quella del Centro-Nord (+0,5%) tornerà a superarla, un'inversione di tendenza legata al progressivo esaurirsi delle misure straordinarie del Piano, che rappresenta la prima vera incognita per l'ultima fase di governo.
I numeri della Zes Unica e il no all'estensione degli incentivi al Nord
Nel tentativo di arginare questo previsto rallentamento, il ministro Urso ha rivendicato i risultati già conseguiti dalla Zes Unica, definendola uno strumento ormai riconosciuto e pienamente utilizzato. I numeri parlano chiaro: le autorizzazioni uniche rilasciate finora hanno attivato investimenti per oltre 9 miliardi di euro e circa 25.000 posti di lavoro, con quasi la metà dei progetti che riguarda nuovi insediamenti produttivi; un'attività testimoniata dalle quasi 3.700 domande presentate allo Sportello unico digitale e dalle richieste di credito d'imposta che hanno superato i 2,5 miliardi di euro, concentrate soprattutto in Campania, Sicilia e Puglia.
Quanto alle richieste di estensione della Zes provenienti dal Nord, Urso ha tracciato una linea netta, distinguendo tra la semplificazione amministrativa, che potrà essere estesa a tutto il territorio nazionale, e gli incentivi economici, che dovranno rimanere vincolati alle aree svantaggiate secondo i criteri europei di coesione, mentre per il Centro-Nord potranno essere valutate soluzioni alternative come le Zls.
Risorse in crescita e un piano per Taranto
A sostegno della sua strategia, il ministro delle Imprese ha ribadito l'entità delle risorse già stanziate per il Mezzogiorno, che definisce "ingenti e in continua crescita", citando i Contratti di sviluppo che nel periodo 2022-2025 hanno concesso agevolazioni per 7,6 miliardi di euro, di cui oltre 5 miliardi destinati a imprese del Sud, a cui si aggiungono i finanziamenti per il credito d'imposta della Zes unica che, dopo i 3,4 miliardi del 2024, sono stati dotati di 2,2 miliardi nel 2025 e di 2,3 miliardi per il 2026, per un totale di oltre 4 miliardi nel triennio.
In questo contesto, il ministro ha annunciato l'elaborazione di un "piano straordinario per Taranto", definito indispensabile per disinnescare quella che ha descritto come una "bomba sociale, produttiva e occupazionale" innescata dalla chiusura dell'area a caldo dell'ex Ilva imposta dalla Corte d'Appello, aggiungendo che il direttivo di Federacciai valuterà le condizioni per una possibile cordata italiana da affiancare alle proposte già presentate da Jindal e Flacks nella gara in corso.
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