Nello Pizza vince al primo turno ad Avellino: il campo largo archivia l’era del civismo
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Redazione Interno
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Mentre lo spoglio procedeva a rilento nella serata di domenica 24 maggio, nella sede del Partito Democratico di via Tagliamento l’attesa si è sciolta quando i numeri hanno smesso di essere prudenziali per diventare certezza. A più di metà scrutinio, il candidato del campo progressista si attestava intorno al 52 per cento -1, un margine che gli avversari – gli ex sindaci Gianluca Festa e Laura Nargi – non hanno più potuto colmare. Nello Pizza, avvocato penalista di 59 anni, già segretario provinciale dei democratici, ha così evitato il ballottaggio raccogliendo oltre il 53 per cento dei consensi, contro il 25 di Festa e il 20 di Nargi.
Una vittoria netta, che gli regala anche un paio di punti percentuali in più rispetto alla sua stessa coalizione -1; circostanza, questa, che gli offrirà non poca autonomia nella formazione della futura giunta.
Dalla sede del partito a piazza Libertà, la festa del campo largo
Poco dopo le 21.49, il brindisi è stato servito sul terrazzo del Pd. «Sì, è un grande risultato, è bellissimo – ha dichiarato a caldo il neo sindaco – speriamo di essere all’altezza del compito che ci attende». Poco dopo, l’attenzione si è spostata in piazza Libertà, dove i militanti – sulle note di “Bella Ciao” – hanno accompagnato il nuovo primo cittadino. Ad accoglierlo, tra gli altri, i consiglieri regionali Maurizio Petracca (Pd) ed Enzo Alaia di Casa Riformista, insieme al segretario regionale del partito, Piero De Luca.
L’abbraccio più significativo, però, è arrivato dalla stessa Laura Nargi, che a Palazzo di Città ha incontrato e abbracciato lo sfidante: «Tutti avrei voluto sfidare tranne te», gli ha confidato. Gianluca Festa, invece, è rimasto nel suo quartier generale.
“Archiviata la stagione del civismo”: il messaggio del neo sindaco
L’affluenza si è attestata al 67,85 per cento, quasi otto punti sopra la media nazionale, a dimostrazione di un interesse che ad Avellino non si è affievolito nonostante la complessità di una tornata con tre candidati forti e quindici liste in campo. E proprio il significato politico del voto è stato il primo argomento affrontato da Pizza a urne chiuse. «Credo che la città abbia premiato la nostra proposta – ha spiegato – e ha premiato anche la politica.
Possiamo dire che è definitivamente archiviata la stagione del civismo, di quel tipo di civismo che abbiamo visto negli anni passati». Un’affermazione, questa, che pesa come un macigno sul recente passato del capoluogo irpino, dove le amministrazioni a trazione civica hanno lasciato il posto a un commissariamento dopo la sfiducia alla ex sindaco Laura Nargi. Con la vittoria di Pizza, la città torna così a essere guidata da una coalizione di campo largo che riproduce – su scala ridotta – l’alleanza che in Regione sostiene il governatore Roberto Fico.
La città delle piccole cose e il riposo prima del lavoro
Alla domanda su quale sarà la sua prima azione da sindaco, Pizza ha risposto con la consueta ironia che lo contraddistingue: «Niente, per adesso mi riposo, poi festeggio insieme agli amici. Da domani ci mettiamo al lavoro per la città». Il riferimento, inevitabilmente, è a quel programma fondato sull’ascolto e sui comitati di quartiere che aveva presentato in campagna elettorale. «Ho parlato di una città delle piccole cose, dell’ordinario – ha concluso – ma c’è anche una città che vuole sognare. Lo faremo nei prossimi giorni. Stasera, però, ci godiamo la vittoria».
Con il risultato ormai consolidato, a Palazzo di Città si chiude un periodo di incertezza amministrativa e se ne apre un altro, tutto da scrivere, con un avvocato che ama i gialli di Jo Nesbø e che è andato a votare portando al guinzaglio il suo Jack Russell di nome Brilla.




