Carta d’identità scaduta (tra un anno): open day nei comuni per la corsa alla Cie
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A dispetto dei termini ancora distanti sulla carta, alcune amministrazioni locali hanno già avviato la macchina organizzativa per sostituire in massa i vecchi documenti cartacei. Il comune di Santeramo, per esempio, ha calendarizzato una serie di open day straordinari dedicati al rilascio della carta d’identità elettronica (CIE); aperture mirate dell’ufficio anagrafe che puntano a smaltire – in vista della scadenza fatidica fissata per il 3 agosto 2026 – l’attesa accumulata dai cittadini, molti dei quali sono ancora in possesso del documento su supporto cartaceo. Proprio nelle scorse giornate, gli uffici comunali hanno ricevuto dal Ministero dell’Interno la necessaria stampante per la produzione delle CIE, un macchinario che consentirà di attivare una postazione aggiuntiva e, di conseguenza, di raddoppiare le emissioni giornaliere.
L’addio al cartaceo: una scadenza europea che non concede proroghe
La base giuridica di questa transizione affonda le radici in una normativa sovranazionale: il Regolamento (UE) 1157 del 20 giugno 2019, recepito in Italia con la circolare 76/2025 del Viminale, ha stabilito che nessuna carta d’identità cartacea – anche se riportasse una scadenza teorica successiva – potrà più essere considerata valida dopo il 3 agosto 2026. Né per espatrio, né come documento di riconoscimento sul territorio nazionale. Ne consegue un obbligo fattuale per i possessori del vecchio documento, i quali dovranno programmarne la sostituzione con la versione elettronica, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul cartaceo. A Monteprandone, dove l’avviso è stato già diramato con chiarezza, si invitano i residenti a non attendere l’ultimo mese per evitare code e intasamenti degli sportelli.
Roma apre i suoi ex PIT: due giorni di sportelli straordinari a maggio
Nel primo weekend di maggio, sabato 2 e domenica 3, la capitale scende in campo con una struttura articolata: verranno aperti quattro punti di rilascio, di cui tre ex Pit (Punti Informativi Turistici) situati rispettivamente in piazza Sonnino, piazza delle Cinque e piazza Santa Maria Maggiore, cui si aggiunge la sede di via Petroselli, 52. Un’iniziativa, questa, che privilegerà esplicitamente i possessori della carta d’identità cartacea (CIC): a loro sarà riservata la priorità nell’accesso al servizio durante gli open day, una scelta operativa che riflette l’urgenza di convertire proprio quella platea ancora legata al supporto tradizionale. Non si tratta di un’apertura simbolica, bensì di una prima risposta concreta all’onda d’urto amministrativa che si prevede nei mesi a venire.
Tecnologia e territori: la stampante che sblocca i piccoli comuni
Uno snodo logistico non secondario riguarda la dotazione strumentale degli uffici anagrafe periferici. A Santeramo, ad esempio, l’arrivo della stampante ministeriale non rappresenta un semplice aggiornamento tecnologico quanto la preconditione per poter istituire una seconda postazione operativa, riducendo così i tempi d’attesa che altrimenti si prolungherebbero per mesi. Senza quella macchina – fornita centralmente dal Ministero dell’Interno – molti comuni medio-piccoli non sarebbero in grado di reggere il flusso di richieste. L’open day diventa quindi anche un banco di prova per testare la capacità di erogazione del servizio in condizioni di stress, con sportelli aperti in deroga agli orari standard e personale dedicato esclusivamente alla produzione delle CIE. L’appuntamento con la scadenza del 3 agosto 2026 è ormai fissato, e chi ancora conserva nel portafoglio un documento cartaceo farebbe bene a considerare questi appuntamenti come un’opportunità, non come un promemoria.




