Anagrafi in fermento per l'addio alla carta d'identità cartacea, scatta la corsa alla CIE
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Redazione Interno
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L’avvicinarsi della scadenza del prossimo 3 agosto, data oltre la quale i vecchi documenti d’identità in formato cartaceo, anche se non scaduti, perderanno ogni validità, sta spingendo diverse amministrazioni comunali a organizzarsi con aperture straordinarie dei propri uffici demografici. Il motivo di questa improvvisa e corale mobilitazione, che coinvolge municipi sparsi su tutto il territorio nazionale, da nord a sud, risiede nell’entrata in vigore del Regolamento U.E. numero 1157 del 2019, il quale impone standard di sicurezza più elevati e uniformi per i documenti di riconoscimento, caratteristiche che la semplice carta non può evidentemente garantire.
Pomeriggi e mattine aggiuntivi per non farsi trovare impreparati
Il comune di Capralba, ad esempio, ha fissato una data ben precisa per venire incontro alle esigenze dei propri residenti: martedì 17 febbraio, dalle quattordici alle diciannove, l’ufficio anagrafe resterà aperto, ma solo su appuntamento, per chi deve ancora procedere alla sostituzione. Una finestra pomeridiana, questa, che si aggiunge ai consueti orari e che mira a intercettare chi, per impegni lavorativi durante la giornata, fatica a trovare spazio negli orari standard. Analogamente, ma con un calendario che guarda al weekend, il Comune di Foggia ha programmato un “Open day” per sabato 21 febbraio, dalle otto e trenta fino a mezzogiorno e trenta, dedicando l’intera mattinata esclusivamente al rilascio delle nuove carte d’identità elettroniche, le cosiddette CIE. L’obiettivo dichiarato è quello di smaltire le richieste di quanti sono ancora in possesso del vecchio documento cartaceo, spingendoli a non attendere gli affollamenti dell’ultima ora.
Anche in Toscana, a Cavriglia, l’amministrazione ha voluto ribadire con forza il concetto, informando la cittadinanza che l’ormai imminente scadenza del 3 agosto 2026 è ineludibile e che sarà necessario adeguarsi, indipendentemente dalla data di scadenza stampigliata sul vecchio tesserino. Gli sportelli, in questo caso, rimangono aperti con il consueto e già ampio calendario settimanale, che prevede la fascia mattutina dal lunedì al sabato, con l’aggiunta di due pomerigli, il martedì e il giovedì, fino alle diciotto. L’invito è quello di prenotare un appuntamento attraverso l’agenda online presente sul portale del comune.
Un piccolo esborso iniziale che si trasforma in un risparmio nel tempo
Oltre all’aspetto puramente normativo e di sicurezza, la transizione verso il formato elettronico porta con sé una conseguenza economica non trascurabile per i cittadini, e che spesso viene sottovalutata. Se da un lato, infatti, la CIE comporta un costo di emissione che può variare mediamente dai sedici ai ventisette euro, a seconda delle decisioni tariffarie dei singoli comuni, dall’altro lato questa stessa carta, una volta attivata, si trasforma in uno strumento di risparmio. Il tassello fondamentale di questo passaggio risiede nella sua natura di identità digitale: la CIE, una volta ottenuti i codici PIN e PUK e dopo averla attivata tramite l’apposita applicazione “CIE ID” su smartphone dotato di tecnologia NFC, permette di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione, come l’INPS, l’Agenzia delle Entrate o il fascicolo sanitario elettronico. E lo fa senza richiedere alcun canone annuale, a differenza di quanto ormai praticato da molti gestori di sistemi di identità digitale come lo SPID, che hanno introdotto costi di rinnovo periodici. In questo senso, l’esborso iniziale per il documento, che tra l’altro ha una validità per i maggiorenni di dieci anni, va a sostituire e a rendere superflue altre spese di autenticazione digitale, producendo un risparmio che, diluito nel tempo, diventa tutt’altro che irrilevante. Un vantaggio, quello dell’accesso unificato e gratuito ai portali della PA, che si aggiunge alla maggiore robustezza del supporto in policarbonato e ai dati biometrici, i quali, custoditi nel microchip secondo gli standard internazionali ICAO, rendono il documento estremamente più difficile da falsificare rispetto al suo antenato cartaceo.




