Bombardieri: "Sud ripartito con le Zes, ma la strada è ancora lunga"
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Redazione Interno
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A margine dell’assemblea dei delegati del Sud Italia per la UIL FPL, tenutasi a Città della Scienza a Napoli, il segretario generale del sindacato, Pierpaolo Bombardieri, è intervenuto sulle recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, la quale ha definito il Mezzogiorno “locomotiva del Paese”. Bombardieri, pur riconoscendo i progressi compiuti, ha espresso un cauto realismo, sottolineando come, nonostante gli interventi avviati con le Zone economiche speciali abbiano effettivamente impresso una spinta propulsiva, non vi sia spazio per una compiuta soddisfazione. La sua analisi, che si inserisce nel contesto del tour nazionale della categoria del pubblico impiego, delinea un quadro in cui i miglioramenti sono tangibili ma ancora lontani dal poter considerare superate le storiche criticità che affliggono le regioni meridionali.
Un riconoscimento dei progressi, con riserva
Bombardieri ha infatti ammesso che il Sud è ripartito, attribuendo questo rinnovato dinamismo proprio alle politiche legate alle Zes, le quali hanno evidentemente creato un terreno più fertile per gli investimenti e lo sviluppo. Questa concessione, peraltro, non si traduce in un endorsement incondizionato della tesi governativa, ma piuttosto in un punto di partenza per una riflessione più articolata e prudente. Il sindacalista, evitando toni trionfalistici, ha voluto riportare l’attenzione sulla concretezza dei fatti e sulla necessità di non abbassare la guardia, poiché il percorso verso una piena parità economica e occupazionale con il Nord del Paese richiede, a suo avviso, un impegno ancora più prolungato e incisivo.
Il contesto del forum e le dichiarazioni della premier
Le affermazioni di Bombardieri costituiscono una risposta diretta alle parole pronunciate dalla premier Meloni in occasione del forum “Cambio di Paradigma”, un evento promosso dal quotidiano Il Mattino e concepito come piattaforma di dibattito sul futuro dell’Italia e dell’area euromediterranea. In quell’ambito, la presidente del Consiglio aveva illustrato la scelta di campo operata dal suo esecutivo, ovvero quella di credere e investire “nel protagonismo e nell'orgoglio del Sud”, abbandonando le logiche assistenzialistiche del passato per consentire a imprese e lavoratori di competere “ad armi pari” con il resto della nazione. Una visione, la sua, che dipinge un Mezzogiorno finalmente trasformatosi da fanalino di coda a motore trainante dell’intera economia nazionale.
La sfida della piena realizzazione
Proprio su questo slittamento semantico, da una condizione di arretratezza a una di leadership, si concentra la posizione della UIL, la quale, pur senza negare i segnali positivi, invita a una valutazione più ponderata. La locomotiva, per continuare a viaggiare a pieno regime, ha bisogno di carburate e di binari solidi, elementi che, secondo il segretario, richiedono ancora molto lavoro per essere consolidati. Il suo intervento, dunque, si colloca in quel solco di dialogo sociale che analizza i dati positivi senza però occultare le persistenti disuguaglianze e le questioni irrisolte, che restano al centro dell’agenda sindacale e della trattativa con il governo e le controparti imprenditoriali.




