Un incendio a Dalmine divora una palazzina: fiamme dalla terrazza, abitanti in fuga, alta colonna di fumo nero sulla Bergamasca
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Redazione Interno
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Non c’è stata nemmeno l’esitazione del primo sospetto, nel pomeriggio di domenica 3 maggio, quando una densa nube nera ha cominciato a levarsi dal quartiere residenziale di Dalmine, alle porte di Bergamo. Il rogo, divampato all’incrocio tra via Segantini e viale Brembo, ha avvolto in pochi minuti una palazzina che ospita sia appartamenti privati sia alcune attività commerciali, costringendo una decina di residenti a lasciare immediatamente le proprie abitazioni. Le fiamme, partite intorno alle 13.45 dalla terrazza di un alloggio, hanno generato una colonna di fumo talmente imponente da risultare visibile per chilometri, alimentando l’apprensione tra i comuni della provincia.
Lo sviluppo rapido del fuoco e l’evacuazione dei residenti
Sul posto, i vigili del fuoco sono intervenuti con cinque squadre, alcune delle quali provenienti dai distaccamenti di Madone e Romano, per domare un incendio che minacciava di estendersi ulteriormente. Mentre le operazioni di spegnimento entravano nel vivo, i conduttori delle dieci famiglie – che avevano notato il fumo infilarsi dai balconi – si sono radunati in strada, dove sono rimasti a osservare l’evoluzione della situazione protetti dalle forze dell’ordine, intervenute per mettere in sicurezza l’intera area e chiudere temporaneamente la viabilità. Se il bilancio, fortunatamente, non registra né vittime né feriti, lo stesso non si può dire dei danni materiali: parte dell’edificio è stata distrutta, comprese alcune delle strutture che si trovano al piano terra, tra cui una pizzeria, un istituto di credito e una scuola dell’infanzia.
Le attività commerciali e il contesto dell’accaduto
In un primo momento, la preoccupazione maggiore riguardava proprio la presenza di questi esercizi pubblici, sebbene molti di essi fossero chiusi in quanto domenica. Non è chiaro, al momento, se le fiamme abbiano avuto origine da un corto circuito o da un’altra causa accidentale legata alla terrazza dell’appartamento, risultato vuoto al momento dello scoppio del rogo. I vigili del fuoco, che hanno lavorato senza sosta per oltre un’ora, stanno ora conducendo accertamenti tecnici per risalire all’esatta dinamica, concentrandosi sui materiali presenti sul terrazzo e sull’impiantistica della palazzina. La struttura, situata in una zona densamente popolata tra il fiume e le sedi universitarie, non ha subito crolli strutturali, ma le fiamme hanno danneggiato gravemente diversi piani, rendendo inagibili molte delle abitazioni superiori.
L’impatto visivo e le indagini in corso
L’evento, proprio per la sua spettacolarità minacciosa, ha attirato l’attenzione dell’intera vallata: decine di cittadini hanno infatti documentato l’alta colonna di fumo che si stagliava contro il cielo, un’immagine che ha subito fatto il giro della cronaca locale. I tecnici, nelle prossime ore, dovranno verificare anche le condizioni degli istituti di credito e della scuola dell’infanzia situati nella palazzina, per accertare eventuali danni strutturali o derivanti dal fumo e dall’acqua usata per lo spegnimento. Ancora nessuna indiscrezione ufficiale è trapelata sulla natura del rogo, anche se le prime ipotesi, riportate dalla stampa locale, suggeriscono che il fuoco possa essere partito dalla guaina impermeabilizzante del balcone. Per i residenti evacuati – che hanno visto i loro averi andare in fumo in pochi minuti – si prospetta ora una notte fuori casa, in attesa che i vigili del fuoco dichiarino l’edificio nuovamente agibile o, quantomeno, che venga permesso loro di recuperare quanto rimasto.




