La Bce abbassa i tassi di interesse: una decisione politica, non tecnica
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea (Bce) ha recentemente annunciato un taglio dei tassi di interesse. Questa decisione, che ha portato i tassi sui depositi, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale dell'Eurozona a scendere rispettivamente al 3,75%, al 4,25% e al 4,50%, è stata il risultato di una decisione sofferta.
Dettagli della decisione
Il taglio dei tassi di interesse è stato annunciato a giugno dalla Bce di Christine Lagarde, segnando il primo taglio dei tassi dell'area euro dall'era Draghi. La decisione è stata presa durante il meeting di politica monetaria del 6 giugno. Quasi tutti i membri del Consiglio direttivo della Bce si sono dichiarati d'accordo con la proposta del capo economista Philip Lane di abbassare di 25 punti base i tre tassi di interesse chiave.
Riserve nel board della Bce
Nonostante l'accordo generale, ci sono state riserve nel board della Bce sul taglio dei tassi. Secondo il verbale di seduta del 6 giugno, la decisione di ridurre i tassi di interesse non è stata tanto influenzata dai dati e dal generale andamento dell'economia, quanto da scelte "altre" ben precise.
Implicazioni politiche
La riduzione dei tassi di interesse operata dalla Bce a inizio giugno è, in sostanza, politica e non tecnica. Questa rivelazione, fatta dalla stessa Banca centrale europea, sottolinea l'importanza delle decisioni politiche nel plasmare le politiche monetarie.
Reazioni del mercato
Dopo l'annuncio del taglio dei tassi, i prezzi dei titoli governativi europei sono rimasti stabili. Il rendimento del Btp decennale è poco sopra al 4% e quello del Bund decennale al 2,57%. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è rimasto pressoché invariato a 143,2 pb. Questa stabilità indica che il mercato ha reagito con calma alla decisione della Bce.




