Torino celebra la giornata del rifugiato, tra storie di riscatto e impegno civile
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Per il quarto anno consecutivo, la Sala Rossa di Torino ha ospitato le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Rifugiato, diventando un simbolo di accoglienza e dialogo. All’evento, promosso dall’associazione Mosaico - Azioni per i rifugiati, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del terzo settore, tra cui Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale, e Colette Njiasse Meffire, a capo di Mosaico. Presenti anche Massimo Gnone, portavoce di Unhcr Italia – l’agenzia Onu che stima in 120 milioni i profughi nel mondo, di cui 26mila solo in Piemonte – e Abdullahi Ahmed Abdullahi, presidente della Commissione contro razzismo e intolleranza. A portare la voce delle giovani generazioni, Amer Lojain, sindaca del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze, accompagnata dal presidente Manuel Miranda.
Mentre a Torino si discuteva di integrazione, a Matera il collettivo "Teng la guerr ‘n cap" presentava "Con loro come loro. Storie di donne e bambini in fuga", libro vincitore del Premio Nadia Toffa 2024. Scritto dall’operatore umanitario Gennaro Giudetti con la giornalista Angela Iantosca, il volume – arricchito dalla postfazione di Luisa Morgantini – racconta anni di testimonianze raccolte tra chi fugge da guerre e persecuzioni. Alla libreria dell’Arco, Iantosca ha dialogato con il pubblico, sottolineando l’importanza di dare voce a storie spesso invisibili.
Tra queste, quella di Hamdi Ali, 35 anni, arrivata dalla Somalia nel 2013. «Ero sola, senza famiglia, ma piena di sogni», ha raccontato durante un incontro collaterale. «Studiare mentre lavoravo per mantenermi e aiutare i miei in Africa è stato faticoso, ma oggi sono laureata. Noi rifugiati abbiamo talento e voglia di contribuire». La sua esperienza riflette quella di migliaia di persone che, ogni anno, cercano in Italia un futuro possibile.




