Samuele Privitera, il ciclista morto a 19 anni: "È scomparso seguendo i suoi sogni"
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Redazione Sport
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Vittoria Grassi, impegnata agli Europei su pista giovanili in Portogallo, non avrebbe mai immaginato che il giovedì che stava vivendo sarebbe stato segnato da una tragedia. Mentre gareggiava, il fidanzato Samuele Privitera, diciannovenne ligure del team Hagens-Berman Jayco, perdeva la vita in seguito a una caduta durante la prima tappa del Giro della Val d’Aosta, una delle competizioni più importanti per Under 23. «Era forte, determinato», dice di lei Marco Villa, ct azzurro strada e crono, che l’ha avvicinata in queste ore di dolore.
Quello che è accaduto a Pontey, lungo il tracciato della 61ª edizione della corsa, è stato raccontato da chi ha visto tutto. «Ho visto Samuele morire davanti ai miei occhi», ha spiegato Lorenzo Masciarelli, ciclista del team Mbh Bank Colpack Ballan Csb, al giornale BiciPro. «Era due metri davanti a me, ha perso il controllo per colpa di un dosso». Privitera, trasportato d’urgenza all’ospedale di Aosta, non ce l’ha fatta.
Poche settimane prima, in un’intervista, il giovane appariva lucido e motivato. Consapevole del proprio valore, pronto a lasciare il segno in una stagione che per lui si è interrotta troppo presto. La Hagens-Berman Jayco, la squadra giovanile di Alex Merckx, aveva puntato su di lui, e il Giro d’Italia Under 23 era uno degli obiettivi.
A Borgo San Lorenzo, dove nel 2021 aveva vinto la Coppa della Liberazione correndo per la Bordighera, l’ANPI lo ricorda con affetto. «Atleta di grande talento e umanità», si legge nella nota della sezione che ogni anno organizza la gara insieme al Club Ciclo Appenninico 1907. Quella vittoria, oggi, assume un significato ancora più profondo.




