Samuele Privitera muore a 19 anni dopo una caduta al Giro della Valle d’Aosta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il ciclismo piange un altro giovane talento, stroncato da una caduta che riporta alla memoria tragedie analoghe, come quelle di Fabio Casartelli, Gino Mäder o Antoine Demoitié. Samuele Privitera, appena diciannovenne, ha perso la vita nella notte tra il 16 e il 17 luglio, dopo essere precipitato durante la prima tappa del 61° Giro della Valle d’Aosta Mont Blanc, corsa riservata agli under 23. L’incidente, avvenuto nel comune di Pontey, ha avuto un epilogo drammatico nonostante i soccorsi immediati: trasportato d’urgenza all’ospedale Parini di Aosta, il giovane – originario di Imperia – non ha superato le gravissime lesioni riportate.

Secondo le prime ricostruzioni, Privitera, che correva per la Società Ciclistica Valdostana, avrebbe perso il controllo della bicicletta in discesa, finendo poi contro un cancello. Un dettaglio, emerso nelle ore successive, ha aggravato il quadro: il caschetto, che avrebbe dovuto proteggerlo, si era sfilato durante la caduta, lasciandolo esposto al violento impatto. Un particolare che riapre, inevitabilmente, il dibattito sulla sicurezza nelle corse, già al centro di polemiche dopo la morte di Mäder, avvenuta due anni fa al Tour de Suisse.

La gara è stata immediatamente sospesa, con l’annullamento della seconda tappa, mentre il mondo del ciclismo – dagli organizzatori ai compagni di squadra – si stringe attorno alla famiglia del ragazzo. La coincidenza con il trentesimo anniversario della scomparsa di Casartelli, vittima di un incidente simile al Tour de France nel 1995, rende la tragedia ancora più amara. Quella di Privitera non è, purtroppo, una fatalità isolata: solo negli ultimi anni, nomi come quelli di Bjorg Lambrecht o Michele Scarponi hanno ricordato quanto il pericolo sia insito in questo sport, sia nelle competizioni che negli allenamenti.

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