Spiagge deserte e tariffe da record: l’estate 2025 segna il crollo del turismo balneare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l’estate ormai nel vivo, il tradizionale esodo verso le coste italiane si scontra con una realtà sempre più amara: i prezzi degli stabilimenti balneari hanno raggiunto livelli insostenibili, spingendo molti a ripensare le proprie vacanze. Se a livello nazionale l’aumento medio per un abbonamento giornaliero si attesta intorno al 6%, in alcune località le cifre sfiorano l’assurdo: dagli 86 euro della Campania ai 340 di Alassio, fino ai 1.500 euro al giorno richiesti dal Twiga Beach Club in Versilia. Un trend che, come evidenziato da un’indagine di Altroconsumo, ha portato a un incremento del 17% delle tariffe settimanali rispetto al 2021, passando da 182 a 212 euro.

La classifica delle dieci spiagge più care del 2025, stilata sulla base di preventivi anonimi raccolti in 213 lidi, conferma una tendenza che sta trasformando il mare in un privilegio per pochi. A Gallipoli si viaggia attorno ai 90 euro al giorno, mentre in Sardegna si superano i 120, cifre che hanno spinto molti italiani a optare per alternative più accessibili, dalla montagna alle città europee. «Rincari e politiche tariffarie folli», hanno commentato alcuni frequentatori, mentre gestori e imprenditori del settore fanno i conti con stabilimenti semivuoti.

Non sono mancate le reazioni di personaggi pubblici, come Salvo Sottile, che sui social ha definito il mare «un’esperienza di lusso», aggiungendo: «Lidi deserti e ombrelloni chiusi, e davvero vi stupite se trattate le persone come polli da spennare?». Alessandro Gassmann, già critico nei confronti dei costi eccessivi, ha rincarato la dose: «Avete un po’ esagerato. Abbassate i prezzi e le cose andranno meglio».

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